| Pallade Athena di Klimt |
Mi trovo un po' in difficoltà a recensire questo libro. Non tanto perché non so che cosa dire al riguardo ma perché la trama è piuttosto ingarbugliata da spiegare. Farò del mio meglio!
Il libro è sostanzialmente diviso in quattro parti.
Nella prima parte lo scrittore ci racconta di Lucius Fonteius Hemina, tribuno romano che viaggia alla disperata ricerca del Console, partito per una spedizione. Motivo della ricerca è un messaggio che ha da riferirgli: non varcare i confini del Tauro per il bene di tutti quanti.
Ma il Console Cnaeus Manlius ignora gli avvertimenti del giovane tribuno e viene attaccato all'altezza della Tracia.
Il protagonista della seconda parte (e non solo, diciamo) è un monaco di nome Theodoros, vissuto nel Medioevo. Il monaco viene a conoscenza di un testo corrotto -Il codice di Polibio- e ne resta ossessionato, scoprendo addirittura il segreto che si cela dietro quelle parole. Ma non andrà mai fino infondo alla faccenda. Verrà trovato morto nella sua cella.
La terza parte è il fior fiore del libro.
Un noto archeologo scopre, durante i suoi scavi, la statua della Pallade Athena e, subito dopo, altre sei statue. Ma data l'importanza che esse avevano nel 22º secolo, perché seppellirle così, in fretta e furia?
Se lo chiede anche Fabio, brillante ricercatore che si interessa subito alla faccenda, convinto che tutta questa storia lo porterà a scoprire qualcosa di grandioso. Ed in effetti così è. Dopo poco vengono scoperte altre due statue di inestimabile valore, mancanti però delle loro armi.
Che sia veramente il noto Palladio? L'idolo più temuto di tutta l'antichità?
Fabio si troverà protagonista di un'avventura decisamente pericolosa che metterà a dura prova il suo coraggio e i suoi nervi saldi. Inoltre verrà anche a conoscenza del segreto del monaco Theodoros. Si appassionerà talmente tanto al suo misterioso testo da rischiare di perdere l'uso della ragione.
E non sarà l'unico a volere il Palladio, e lo scoprirà molto presto.
La quarta parte, come immaginate, è il finale. Che non sto a dirvi perché sennò vi rovino la sorpresa.
Ho un debole da sempre per Manfredi e il libro non poteva far altro che piacermi.
Ha un modo di raccontare che ti cattura. Sa come far piacere la storia. È attento ai dettagli e tutto è descritto con minuziosa precisione.
Anche stavolta non si è smentito. Bravo Manfry! Tanto love for u!
E voi avete mai letto qualcosa di Manfredi?

