martedì 23 ottobre 2018

Le famiglie del Mulino Bianco non esistono - Parte 2

E dico "parte 2" perché intitolai più o meno così un altro mio vecchio post.
Ma è quello che mi è venuto in mente leggendo "Il libro dei Baltimore" di Joel Dicker.

"Sino al giorno della Tragedia, c'erano due famiglie Goldman. I Goldman di Baltimore e i Goldman di Montclair. Di quest'ultimo ramo fa parte Marcus Goldman, il protagonista di "La verità sul caso Harry Quebert". I Goldman di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione sin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Goldman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c'è qualcosa, nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l'amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto?"

Riponevo grandi aspettative in questo libro. Ma grandi grandi eh!
Quando lessi "La verità sul caso Harry Quebert" decisi di donare una fettina piccina picciò del mio cuore a Dicker, perché era riuscito a farmi amare con tutta me stessa quel libro.
Anche su "Il libro dei Baltimore" ho letto pareri contrastanti.
C'è chi lo ha amato e c'è chi lo ha odiato.
Io l'ho amato.
Ancora. Dicker si fa voler bene ancora!
E' la storia di un legame fraterno, che parte da bambini e cresce e si evolve nell'adolescenza e nell'età adulta.
Un legame, forse, anche un po' troppo morboso eh!
Con quel ritmo scorrevole che -anche stavolta- caratterizza i libri del buon Joel, Marcus (il protagonista) ripercorre le tappe della propria vita passata con "la Gang dei Goldman", i due cugini, all'interno del loro nucleo familiare.
Ma quando siamo bambini, si sa, tutto è bello e arcobalenoso.
Quando si diventa adulti le cose cambiano. I rapporti mutano. Le priorità diventano altre. Le promesse fatte da piccoli tendono ad essere infrante.
Marcus scoprirà che non era tutto splendido splendente prima della "Tragedia", che nemmeno i Goldman di Baltimore erano così perfetti come lui li aveva sempre idealizzati nella sua ingenua mente di bambino, innamorato degli zii e dei cugini, crolleranno le sue certezze.
Ma, come tutti ben sappiamo, non c'è presente senza passato e per godere a pieno del presente il passato va messo dentro un cassetto e chiuderlo a chiave.

Una meraviglia!
E' così ricco di dettagli che ti sembra di conoscere i Goldman da una vita! E vorresti anche tu far parte di quella mirabolante gang! 
Un libro coinvolgente, di quelli che non smetteresti mai di leggere e che ti fa sentire un po' triste una volta arrivati alla fine.
Anche stavolta Dicker non mi delude!



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1 commento:

  1. Non lo conosco, ma la tua recensione mi ha fatto venire la voglia di leggerlo!

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