venerdì 9 novembre 2018

Le lancette si muovono e noi con loro.

Ho scelto di leggere questo libro che avevo scaricato già da un bel po' sul mio buon vecchio Kobo mediante un sondaggio che avevo messo su Instagram.
Le opzioni erano "After Dark" di Haruki Murakami e "Illmitz" di Susanna Tamaro.
Il popolo ha scelto "After Dark".


"Tokyo, un quartiere che inizia a vivere quando cala il buio, strade dove le insegne di bar e night club restano accese fino all'alba. Dalla mezzanotte alle sette del mattino, alcune persone sono casualmente coinvolte in una squallida vicenda di violenza. All'Alphaville, un love hotel gestito da Kaoru, un'ex campionessa di lotta libera, una giovane prostituta cinese viene picchiata da un cliente che poi fugge. In una caffetteria poco distante, Mari, una diciannovenne studentessa di cinese in cerca di solitudine, sta leggendo un libro; Takahashi, un giovane musicista jazz disinvolto e chiacchierone, vorrebbe attaccare discorso ma si scontra con la sua reticenza. Tuttavia, quando Kaoru cerca qualcuno che faccia da interprete alla prostituta ferita, Takahashi, che con il suo gruppo sta provando in uno scantinato vicino all'albergo, le suggerisce di rivolgersi alla giovane. Mari viene cosi a contatto con un ambiente a lei estraneo, ma paradossalmente riesce a comunicare con le persone che vi incontra in modo spontaneo e profondo: per la prima volta vince la riluttanza a parlare di Eri, la sorella maggiore, caduta in un letargo volontario dal quale non sembra volersi svegliare. L'immagine della bellissima ragazza che sta per essere inghiottita nel nulla attraverso lo schermo di un televisore apre un pericoloso spazio onirico nel quale rischia in ogni momento di scivolare la realtà."


Marakami?!?!?!??! WTF?!!?!?!


In ogni romanzo di Murakami c'è sempre qualcosa di onirico nell'aere! Si sente, si percepisce proprio!
C'è sempre quel qualcosina che ti mette un po' d'ansietta ingiustificata addosso! O, almeno, a me succede così!
Nonostante si legga piuttosto velocemente, il libro è carichissimo di informazioni.
Grazie alla presenza di tantissimi dialoghi conosciamo tutti i personaggi nel profondo.
Le loro dinamiche familiari, le loro peculiarità, i loro interessi e i loro rimpianti.
Certo, non è uno di quei libri pieni di colpi di scena e situazioni wow, però si fa voler bene.
Nonostante la linearità e la staticità del racconto, arriviamo infondo senza sapere come.
E' una sorta di inno alla vita, alle cose semplici, ai rapporti affettivi che spesso diamo per scontato.
E' un cambiare nel tempo, uno scoprirsi e uno scoprire.

Non è il più bel libro di Murakami che abbia letto, però not bad!






"Quali che siano le intenzioni di ognuno di noi, veniamo trascinati insieme lungo lo scorrere del tempo alla stessa velocità".

martedì 23 ottobre 2018

Le famiglie del Mulino Bianco non esistono - Parte 2

E dico "parte 2" perché intitolai più o meno così un altro mio vecchio post.
Ma è quello che mi è venuto in mente leggendo "Il libro dei Baltimore" di Joel Dicker.

"Sino al giorno della Tragedia, c'erano due famiglie Goldman. I Goldman di Baltimore e i Goldman di Montclair. Di quest'ultimo ramo fa parte Marcus Goldman, il protagonista di "La verità sul caso Harry Quebert". I Goldman di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione sin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Goldman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c'è qualcosa, nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l'amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto?"

Riponevo grandi aspettative in questo libro. Ma grandi grandi eh!
Quando lessi "La verità sul caso Harry Quebert" decisi di donare una fettina piccina picciò del mio cuore a Dicker, perché era riuscito a farmi amare con tutta me stessa quel libro.
Anche su "Il libro dei Baltimore" ho letto pareri contrastanti.
C'è chi lo ha amato e c'è chi lo ha odiato.
Io l'ho amato.
Ancora. Dicker si fa voler bene ancora!
E' la storia di un legame fraterno, che parte da bambini e cresce e si evolve nell'adolescenza e nell'età adulta.
Un legame, forse, anche un po' troppo morboso eh!
Con quel ritmo scorrevole che -anche stavolta- caratterizza i libri del buon Joel, Marcus (il protagonista) ripercorre le tappe della propria vita passata con "la Gang dei Goldman", i due cugini, all'interno del loro nucleo familiare.
Ma quando siamo bambini, si sa, tutto è bello e arcobalenoso.
Quando si diventa adulti le cose cambiano. I rapporti mutano. Le priorità diventano altre. Le promesse fatte da piccoli tendono ad essere infrante.
Marcus scoprirà che non era tutto splendido splendente prima della "Tragedia", che nemmeno i Goldman di Baltimore erano così perfetti come lui li aveva sempre idealizzati nella sua ingenua mente di bambino, innamorato degli zii e dei cugini, crolleranno le sue certezze.
Ma, come tutti ben sappiamo, non c'è presente senza passato e per godere a pieno del presente il passato va messo dentro un cassetto e chiuderlo a chiave.

Una meraviglia!
E' così ricco di dettagli che ti sembra di conoscere i Goldman da una vita! E vorresti anche tu far parte di quella mirabolante gang! 
Un libro coinvolgente, di quelli che non smetteresti mai di leggere e che ti fa sentire un po' triste una volta arrivati alla fine.
Anche stavolta Dicker non mi delude!



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venerdì 5 ottobre 2018

Toscanacci alla riscossa!!!

Direi che la Newton Compton Editori ci ha visto lungo ha prendere il buon Strukul sotto la sua ala! La saga "I Medici", con i suoi quattro libri, mi ha tenuto compagnia per buona parte di questa estate. Ed è stata sicuramente un'ottima compagnia!

1) I MEDICI - UNA DINASTIA AL POTERE
Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de’ Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l’amore per l’arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c’è anche una donna d’infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell’arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l’inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari…

2) I MEDICI - UN UOMO AL POTERE
Firenze, 1469. Lorenzo de’ Medici sta vincendo il torneo in onore della sua sposa, Clarice Orsini, appena giunta a Firenze per le nozze con l’uomo che diventerà il Magnifico. Questo matrimonio non è un passo facile per Lorenzo: il suo cuore – ne è convinto – appartiene e sempre apparterrà a Lucrezia Donati, donna di straordinaria bellezza e fascino. Eppure asseconderà il volere della madre e rafforzerà l’alleanza con una potente famiglia romana. Chiamato a governare la città e ad accettare i costi e i compromessi della politica, diviso fra amore e potere, Lorenzo sottovaluta i formidabili avversari che stanno tramando contro di lui per strappargli la guida di Firenze. Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV, dopo aver sobillato Jacopo e Francesco dei Pazzi, storici nemici della famiglia de’ Medici, e stretto alleanza con Francesco Salviati, arcivescovo di Pisa, concepisce una congiura il cui esito per Lorenzo sarà terribile: il fratello Giuliano verrà brutalmente ucciso davanti ai suoi occhi. E da quel momento si aprirà un periodo di violenza e vendetta da cui in pochi si salveranno…

3) I MEDICI - UNA REGINA AL POTERE
Francia, 1536. Quando il delfino, Francesco di Valois, viene ucciso, la posizione di Caterina de’ Medici a corte si complica. È la prima a essere sospettata dell’assassinio. Ma Francesco I, sovrano di Francia, crede alla sua innocenza e anzi, la spinge a rafforzare la sua posizione in vista del momento in cui, al fianco di Enrico II, dovrà regnare. Caterina si sente però debole, e non solo perché il marito le preferisce l’amante, la bellissima e temibile Diana di Poitiers, ma anche perché non riesce ad avere figli. Convinta di essere vittima di una maledizione, incarica Raymond de Polignac, valoroso comandante dei picchieri del re, di trovare Nostradamus, personaggio oscuro e inviso a molti, ma noto per le sue abilità di astrologo e preveggente. Lui è l’unico che potrà aiutarla a diventare madre. Fra intrighi di corte, tradimenti, umiliazioni e soprusi, Caterina attende con tenacia, finché non darà alla luce il primo dei suoi figli. Alla morte di Francesco I, quando la guerra di religione incombe, Caterina, ormai regina, non esita a stringere alleanze pericolose, complici le profezie di Nostradamus. La violenza scatenata dai cattolici contro i riformati in seguito alla congiura di Amboise è solo l’inizio di un conflitto destinato a culminare nella tragica notte di San Bartolomeo, quando le strade della capitale s’imporporeranno del sangue degli infedeli e Caterina, reggente di Francia dopo la morte di Enrico II, perderà tutto ciò che ha amato...

4) I MEDICI - DECADENZA DI UNA FAMIGLIA
La Parigi del diciassettesimo secolo è l’essenza del vizio e della violenza. Maria de’ Medici, da poco sposa di Enrico IV di Borbone, si trova ben presto a fare i conti con le mire rapaci di Henriette d’Entragues. Con un documento scritto, Enrico stesso ha promesso alla propria favorita di prenderla in moglie, e ora quel foglio è l’arma con la quale ricattarlo. Ma non è l’unica minaccia: un’altra arriva da un gruppo di nobili che cospirano per rovesciare il trono. Avvertendo che le sorti proprie e del re sono sempre più critiche, Maria decide allora di affidarsi a Mathieu Laforge, spia e sicario abilissimo, capace di sventare più di una congiura. Ma la regina non sa ancora che il suo destino sarà segnato dalla lotta costante contro coloro che vogliono la fine del suo regno. Quando Enrico IV di Borbone muore, vittima dell’ennesimo complotto, all’orizzonte si profila, inarrestabile, l’ascesa di un astro di prima grandezza della politica francese: il cardinale di Richelieu. Sarà proprio lui, dopo la morte del re, ad acquisire un potere sempre maggiore, tradendo colei che più di chiunque altro ne aveva favorito la fortuna: Maria de’ Medici.



Non è affatto facile non annoiare raccontando la storia e le vicende di una delle più grandi famiglie italiane conosciute. Si rischia di cadere nel banale, di far appisolare la gente sopra i libri. 
Strukul ci riesce! Riesce a farti entrare fra le mura di quei palazzi, a farti combattere, a farti sentire il disagio durante un'esecuzione capitale in piazza. Ti fa sentire un po' un Medici, per quanto brutto o bello vi possa sembrare.

Nel primo libro conosciamo a fondo i due fratelli Medici, Cosimo e Lorenzo. Uno più riflessivo, l'altro impulsivo. Le loro vite verranno messe continuamente a repentaglio per mano di una donna, Laura Ricci, e per l'inimicizia di Rinaldo Degli Albizzi.
Il secondo libro si concentra sulla figura di Lorenzo il Magnifico, nipote di Cosimo. Grande amico di Da Vinci, si troverà vittima di una congiura per mano dei Pazzi, storica famiglia da sempre nemica dei Medici.
Il terzo libro ha come protagonista Caterina de' Medici, vittima di un matrimonio infelice e di infiniti tradimenti. La donna si ritroverà a stringere amicizie pericolose e ambigue, come quella con l'astrologo Nostradamus.
Il quarto e ultimo libro racconta della decadenza della famiglia Medici, rappresentata in Francia da Maria de' Medici. Una donna decisa e caparbia che verrà tradita dai suoi affetti più e più volte.

E' stato un viaggio nel tempo interessantissimo. Ricco di dettagli e di suspance.
Strukul ha senza dubbio fatto un lavoro minuzioso, ad opera d'arte.
Da sempre mi affascinano le storie di queste famiglie "maledette". E poi, essendo toscanaccia anche io, mi sono sentita un po' a casa (soprattutto quando mi citano Lucca, che pare essere scomparsa dal globo!).

Quindi sì, gente. Una romanzo storico -anzi, una saga!- che vi consiglio ardentemente!

A voi piace questo genere? L'avete già letta? Ditemi!


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mercoledì 19 settembre 2018

Storie della buonanotte, del buongiorno, del buon pomeriggio e della buona vita.

Era da un po’ che non riuscivo a leggere due libri in due giorni.
Ma con “Storie della buonanotte per bambine ribelli 1/2” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli fermarmi mi risultava veramente difficile


100 esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole, che puntano sempre in alto. 100 donne straordinarie che hanno cambiato il mondo, 100 favole per sognare in grande!

«C’era una volta una bambina che sognava il principe azzurro. No! C’era una volta una bambina che sognava di volare, un’altra che amava le macchine, una che voleva diventare campionessa mondiale di tennis, un’altra che scoprì la metamorfosi delle farfalle!» - Giorgia Furlan, Left

"Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C’era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c’era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle... Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo".




Sono due libri adorabili. Due libri che ognuno di noi dovrebbe avrebbe o sfogliare. Non importa se vi sentite troppo grandi. Ogni pagina è dedicata ad una donna che ha fatto qualcosa di incredibile: ha salvato delle persone, ha scoperto qualcosa, ha lottato per i suoi diritti e per i diritti umani, ha scritto un pezzo di storia, ha ballato in città dove la danza era proibita, ha recitato quando nessuno credeva in lei e molto molto altro.
Due libri che raccontano la forza di noi donne. Il nostro riscatto.
Scritti molto semplicemente, così com’è giusto che sia, ricchi di meravigliose illustrazioni, adatti ad un pubblico di tutte le età. Un po’ come c’è scritto sulla confezione dei giocattoli: da 0 a 99 (ma si va anche oltre ai 99 eh!).
Libri che, secondo me, ogni mamma dovrebbe avere per leggerli ai loro bimbi. Che siano femmine o maschi, non importa.
Sono storie che insegnano. Insegnano a credere in noi stessi, nella nostra forza e nelle nostre potenzialità, ricordandoci che se una cosa si può fare perché noi non dovremmo farcela? 


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giovedì 6 settembre 2018

Un amore tutt’altro che zuccherato!

Senza volerlo cado sempre sulle storie d’amore. Dico così perché, ormai lo sapete, cerco di non leggere nemmeno le trame dei libri perché mi rovinano la faccenda. Giusto una sbirciatina.

Da quelle più banali a quelle più surreali e assurde che manco Castagna con “Stranamore”!
All you need is love, paparararà!

Ne “Il petalo cremisi e il bianco” il signor Michel Faber ci guida letteralmente in una Londra del 1875. Per essere precisi, in una singolare storia d’amore nata, cresciuta e morta in una Londra del 1875.

La nostra protagonista, alla quale tutti ci affezioneremo per forza di cose, è Sugar Castaway.
Sugar fa parte dei ceti più bassi che abitano Londra. Bassi bassi. È infatti una giovane prostituta di 19 anni, da sempre facente parte di questa infelice realtà.
Nell’ambiente però gode di una certa “fama”, essendo la prostituta più desiderata di tutta la città.
Sugar non si lascia abbattere da quella vita. È infatti una ragazza molto colta, intelligente, curiosa, brillante, attaccata alla vita e ai piaceri che essa può offrire.
Questo lo nota anche William Rackam, giovane erede di una grande fortuna -le Profumerie Rackam-, che scopre la ragazza su un giornaletto.
Gli incontri fra i due si fanno sempre più frequenti. Il loro rapporto evolve in quello che sembrerà essere un normalissimo rapporto, anche se non potrà mai essere alla pari.
Un ricco ereditiere ed una prostituta.
C’e da dire anche che William non è uno scapolone da milioni di sterline, ma a casa ha una figlia e soprattutto una moglie, Agnes, fisicamente e mentalmente instabile.

Fra i due nascerà una singolare storia d’amore che porterà via Sugar per sempre dai bordelli che è solita frequentare. Conoscerà la bellezza del lusso, la sicurezza delle comodità materiali di cui solo i ricchi possono godere. Scoprirà cosa vuol dire essere gelosi.
William la aiuterà nella sua scalata dai bassifondi di Londra all’alta società.
Ma anche nel 1875 le cose troppo belle riservano spesso brutte sorprese. E Sugar se ne accorgerà presto.

Risultati immagini per il petalo cremisi e il bianco"Vieni con me ora, via dalle strade ripugnanti della città, 
lontano da stanze che olezzano di paura e d’inganno, 
dai patti stretti con cinismo del bieco. 
L’amore esiste."

L’ambientazione mi stava frenando dal leggere il libro, perché generalmente le storie ambientate in quei luoghi lì mi sconvogliano tempo zero. E invece wow!
Faber ti accompagna letteralmente da un vicolo all’altro, da una classe sociale all’altra, dai caffè ai teatri, dai salotti ai bordelli, e tu sei lì!
Nelle cucine con le domestiche di casa Rackam, sempre restie nei confronti del loro padrone.
Nella camera buia di Agnes, con le sue visioni strane e le sue continue ricadute.
Nello studio di William, zeppo di carte.
Nelle stanze di Sugar, semplici e piene di libri.
Nonostante l’ambientazione è scritto in modo semplice, senza tanti fronzoli come richiederebbe il buon costume dell’epoca.
Non ti annoia e non ti stucca.
Non è una banale storia d’amore, ma il riscatto di una donna che tutti consideravano perduta.
È la rivincita delle donne!
E la conferma che i maschi sono sempre stati stronzi! Anche ne, 1875!

Sto scherzando! Non prendetevela!

Quindi quindi, amanti dell’epoca vittoriana, orsù! Beatevi delle giuoie di queste pagine e fatemi sapere cosa ne pensate!

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4/5


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mercoledì 29 agosto 2018

➤ CTRL+Z - MARGHERITA GIUSTI HAZON

Ed eccomi a parlarvi di un libro che mi ha rapito il cuore.
Si tratta di "CTRL+Z" di Margherita Giusti Hazon, una ragazza dal talento incredibile e di una dolcezza e gentilezza fuori dal mondo.

SINOSSI:
"Come sarebbe se potessimo tornare indietro e cancellare il passato? Cosa accadrebbe se   avessimo una seconda possibilità per ritrovare l’amore perduto? E se le possibilità fossero infinite?
Vienna, 1777. Parigi, 1895. Milano, 2020. In questi tre spaccati spazio-temporali, si consuma l’amore impossibile tra un ragazzo e una ragazza, uniti da qualcosa di più grande di loro. Nel corso dei secoli, la forza che li lega resta immutata, ma cambia forma ciò che li separa".
CONOSCIAMO MEGLIO L'AUTORE!
"Margherita Giusti Hazon è nata a Milano, dove vive, nel 1989. Dopo gli studi classici, si è laureata in Lettere Moderne con una tesi magistrale in materia cinematografica. Lavora alla Fondazione Cineteca Italiana, collabora con la rivista di cinema Fabrique Du Cinéma, ha scritto e diretto insieme alla regista Giovanna Volpi il cortometraggio Il Guardiano dei Poli e ha in corso alcuni progetti come sceneggiatrice. Scrive da quando è bambina, e nel 2013 ha frequentato la Bottega di Narrazione, corso di scrittura creativa tenuto dagli scrittori Giulio Mozzi e Gabriele Dadati, durante il cui corso è iniziata l'ideazione e la stesura del suo primo romanzo, CTRL + Z."

Io gente non trovo nemmeno le parole adatte per dirvi cosa ne penso.
Margherita scrive bene. Bene. Ma bene del tipo proprio bene!
Se io avessi comprato il suo libro a scatola chiusa avrei pensato che dietro ci fosse una persona "esperta del settore"! Non una ragazza alle prese con il suo primissimo libro!
Per quanto riguarda il contenuto, diciamo, del libro è tutto un grande wow!
Il tema del tempo fa da padrone nel libro di Margherita.
Il tempo che passa; il tempo che ci sfugge dalle mani; il tempo che vorremmo che ritornasse; il tempo infimo; il tempo sbagliato.
E poi ci sono tre storie che s'intrecciano nel tempo, appunto.
E non sono quelle storie d'amore trite e ritrite che ormai annoiano e basta, no.
Sono storie singolari, dolci.
Che emozionano.
Tutto il libro mi ha emozionata come non mi capitava da tanto tempo.
Era una vita che non mi commuovevo leggendo.
Ho sorriso un sacco, ho pianto e ho riso.
Ho finito di leggere e mi sono sentita felice, euforica! Volevo correre da Stefano ed abbracciarlo forte.
Ma in quel momento non c'era e quindi mi sono ritrovata a scrivere a Margherita e ad abbracciare virtualmente lei, ringraziandola per l'ennesima volta per avermi dato l'opportunità di leggere il suo libro.
Il suo meraviglioso libro.
E quindi, ringraziandola ancora una volta, vi esorto a dargli un'occhiata.
Date retta a una povera stolta come me, prendetelo!
Sono sicura che rimarrete affascinati anche voi dalla meraviglia che si nasconde in quelle pagine.
Margherita, il resto lo sai già.
Continua a scrivere, perché lo sai fare bene e riesci ad entrare nei cuori dei lettori e a dargli una bella scossa.
O, almeno, con me ci sei riuscita.

VOTO

★★★★★
5/5


mercoledì 22 agosto 2018

Un incredibile e micidiale e nero scenario.

Ringrazio davvero Edizioni e/o per aver scelto una copertina così accattivante, grazie alla quale "Ninfee nere" di Michel Bussi ha spiccato fra tutti gli altri libri negli scaffali del supermercato!


"A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L'indagine dell'ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l'artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo. L'intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un'indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso."

Affascinante è il primo aggettivo che mi viene in mente riguardo questo libro che ho amato alla follia. Quando ci sono autori francesi di mezzo, ammetto, parto un po' prevenuta. Non che ce l'abbia con i francesi eh, sia chiaro! Che nessuno si offenda. Ma la letteratura francese, sia classica che contemporanea un po' mi stucca l'animo. Posso davvero ringraziare la sgargiante copertina, che è così bellina che non potevo non averla nella mia libreria.
Il romanzo di Bussi è affascinante, non solo per la storia che scorre e galoppa libera nei campi elisi (???) ma anche per il luogo scelto. Soprattutto per il luogo scelto: Giverny, città dove dimorò e morì il pittore Claude Monet, noto in tutto il mondo soprattutto per le sue ninfee.
Con uno scenario così suggestivo la storia non può che piacere ed incuriosire.
Non essendo una grandissima appassionata d'arte mi sono ritrovata spesso a cercare e a documentarmi su vari quadri e vari avvenimenti della vita di Claude Monet. Non si finisce mai di imparare, no?

In questo libro pensieri, racconti, storie del passato, punti di vista si rincorrono, si intrecciano fino a divergere in una cosa sola. Fino a diventare tutt'uno.
I capitoli ti scorrono davanti agli occhi alla velocità della luce, divorati pagina dopo pagina per sapere cosa succede dopo. Perché non ci si fa a resistere fino a domani anche se ti si chiudono gli occhi o la testa ti scoppia! Te devi sapere! Ora!
Devi sapere come farà Fanette a dipingere nascosta agli occhi di sua madre, con il suo Paul accanto! Devi sapere se Sérénac arriverà ad una conclusione che non sia troppo scontata! Devi sapere se Stéphanie riuscirà a prendersi la vita che vuole! Devi sapere cosa vuol farci sapere la nostra vecchia acida del cuore!
Capite?!?!
L'unica cosa che mi è piaciuta un po' meno di tutta la faccenda sono i dialoghi dei bambini. Ok che ad 11 anni adesso sono molto più svegli e brillanti di me che ne ho 28, ma qua fanno discorsi troppo da premi Nobel! Ad 11 anni mi aspetto qualcosa di un po' meno! Ogni tanto tornavo indietro per cercare di capire se era veramente il dialogo fra due bambini o fra due adulti.
Ma è comunque una cosa da poco.
Il finale è booom! Geniale! Totalmente inaspettato! Ti fa rimanere a bocca aperta!
Non c'è niente di scontato in questo libro! Assolutamente niente!

Per questo il mio voto èèèèèè, rullo di tambuuuurrrrriiiiiii

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