venerdì 24 marzo 2017

Ciarpame essenziale

Su questa scrivania non ci entro più.
Sapete quando avete in mente di toglierci tutto il superfluo, ma poi vi ritrovate con la stessa roba sopra rendendovi conto che l'avete solo cambiata di posto?
Il superfluo e il necessario. I due opposti. Due opposti che, quasi sempre, si fondono.
Il superfluo diventa troppo spesso necessario.

Prendi quel tubo in polistirolo che presi al volo durante una serata a ballare d'estate.
E' un tubo di polistirolo con un'interruttore. Se lo schiacci si accendono delle lucine colorate.
A che serve?  A prendere polvere e a fregarmi spazio sulla scrivania.
Ma è lì da mesi.

La tazza con dentro trecento pennelli per il trucco.
Uso quasi sempre solo l'eyeliner nero. Che ci fanno lì?
Ma sono lì da anni.

Il pupazzetto a forma di scimmia che si ciuccia il dito.
Mi prometto sempre di far pulizia di pupazzi.
Ma è lì da quando ho 7 anni.

Le bottiglie della birra messicana che collezioniamo io e Lui, con le etichette con i teschi messicani.
Rompono le palle, nemmeno si vedono perché sono nascoste dalle pile di libri che devo leggere.
Ma è il nostro piccolo rituale portarcele a casa dopo aver cenato al messicano.

Poi, in questo casino di roba, guardo le sue cose. Perché anche le sue cose mi impediscono di starmene comoda alla scrivania.
Il suo caricabatterie; il libro che gli ho fatto comprare quest'estate a Bologna, che aveva cominciato a leggere ma che ha poi abbandonato; le sue riviste sull'orto e affini, che mi fanno un sacco ridere; il suo mouse, che alla fine ha lasciato a me perché trovava impossibile usare solamente il cursore sul mio portatile.

Sono cose superflue che sono diventate ormai la mia quotidianità.
Cianfrusaglie che mi ricordano, quando le vedo, quanto sono felice.
Quanto Lui con la sua presenza costante, fisica e non, mi renda la vita migliore giorno dopo giorno.

E allora lascio tutto dov'è.

Lo spazio per nuovi ricordi lo trovo sempre.

lunedì 20 marzo 2017

E' davvero colpa di quel libro!

E' una paraculata se dico che sono mancata dal mio (e dai vostri!!!) blog per colpa di questo libro?!
Un pochino sì, vero?

Ma non partiamo con le infamie, che dopo non se ne esce più!

Ho appena finito di leggere "Tutta colpa di un libro" di Shelly King -che adesso sto usando come tappetino per il mouse- e adesso ve lo racconto brevemente perché, porca miseria, lo voglio mettere in libreria e salutarlo con la manina.

La protagonista della storia è Maggie, una trentenne appassionata alla lettura con un rapporto conflittuale con la madre. Infatti le due sono totalmente l'opposto: la genitrice (che termini oh!) è infatti una donna con la fissa per i soldi, le belle cose, la bella vita, gli abiti firmati, la bellezza e tutto il corrimi dietro. Maggie è invece una tipa sostanzialmente semplice, con uno stile di vita semplice e l'amore per la praticità e la comodità. Ecco, sotto questo aspetto un po' ci assomigliamo, io e lei.
La giovane donzella è rimasta però disoccupata da un bel po' e quindi la ritroviamo a passare le proprie giornate a leggere a scrocco libri d'amore alla Dragonfly, la piccola libreria della città che vende libri usati. Lì passa indisturbata le sue giornate in compagnia di Hugo, il proprietario della libreria e della sua casa, che considera come un padre,e Jason, il tuttofare della Dragonfly con il quale ha un rapporto di amore/odio. Più odio che amore.
Il tempo va, passano le ore (nanananananananana!) fin quando Dizzy, il migliore amico di Maggie, decide di iscriverla insieme a lui ad un club del libro supermega esclusivo di cui fanno parte tutte le signorotte altolocate e piene di lilleri della città. Nonostante lo scetticismo Maggie decide di buttarsi nell'avventura.
Il primo libro che dovranno commentare sarà nientepopòdimenocccccchè "L'amante di Lady Chatterley". Hugo le procura subito una vecchia copia del libro. Ed è grazie a quelle pagine consunte e lise che la vita della nostra giovane ragazza cambierà.
Infatti, sfogliando quelle pagine, Maggie si accorge di alcune note scritte a fianco delle pagine. Una sorta di botta e risposta fra un certo Henry ed una certa Catherine. Parole piene di passione, un corteggiamento insolito e poi la richiesta di un appuntamento.
La storia d'amore fra Catherine e Henry diventerà un trampolino di lancio per la Dragonfly, ma non solo! Da quel momento Maggie andrà a lavorare nella libreria, instaurerà un'amicizia che le donerà un'interessante motivo per svegliarsi la mattina, conoscerà qualcuno che le farà battere il cuore, si rimetterà in gioco.
Ma, come ben si sa, quanto tutto va troppo bene c'è sempre qualcosa di negativo in arrivo...


"Ma la verità è che per un amore grande abbastanza
i sacrifici non sono sacrifici. Sono necessità.
Il tragico errore è farli per le ragioni sbagliate"

E' un libro che vi consiglio? Onestamente no.
Non saprei nemmeno dirvi perché, ma non mi ha presa per niente. 
Me lo sono portato dietro per giorni e giorni.
Ok, storiellina carina. Bellina la faccenda di due sconosciuti che si corteggiano fra le pagine di un libro che vive fra gli scaffali di una piccola libreria, ma il resto?!
E' tutto banale. Scontato.
Insomma, due palle!
Chiedo scusa alla signora King, però proprio no!
Non riesco nemmeno a farci una recensione decente da tanto che mi ha fatto oibbò!

E' colpa di questo libro se non sono più passata da voi! Adesso non ho più scuse!

giovedì 9 marzo 2017

Giuro solennemente di non avere buone intenzioni!

Sono in lutto.

Il giorno è arrivato.

Per quanto lo rimandassi con tutte le forze, è arrivato.

Devo salutare Hogwarts.



Harry Potter mi è sempre piaciuto. Quando uscì il primo film io ero una bambina e tutta quella magia mi incantò. Non so perché ho aspettato così tanto tempo per leggere i libri. So soltanto che se i film sono wow i libri lo sono ancora di più!

Ma andiamo piano perché sennò ammattisco!

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Per Natale il mio ragazzo e i suoi genitori mi hanno regalato l'edizione della Salani, quella con il castello sulla costa, che viene fuori una volta accostati tutti i libri. BELLISSIMA! PAZZESCA! La volevo troppo!
E volevo troppo leggere Harry Potter!

Che non mi riguardavo i film erano anni, sicché la maggior parte delle cose sono state nuovamente una sorpresa per me. Un po' come se leggessi una storia nuova.
E i libri mi prendevano così tanto che dovevo darmi un freno per non arrivare alla fine nel giro di un mese.
Quando le cose piacciono si cerca sempre di farle durare il più possibile, no? Un po'come il gelato!

Non vi starò a raccontare di cosa parla, perché ormai penso che anche i rettiliani sappiano la storia di Harry Potter, Voldemort, Hogwarts e tutto il corrimi dietro.
Posso dire che la Rowling ha saputo catturare l'attenzione anche di un pubblico adulto, cosa secondo me non da poco visto che il libro parla delle avventure di tre ragazzini in un mondo magico.
Altro punto a favore, la ricchezza di dialoghi. Mi piace il fatto che ce ne siano tanti perché non solo ti fanno entrare di più nella storia ma ti aiutano a conoscere più nel dettaglio i personaggi: la saggezza e la bontà di Silente, la semplicità di Hagrid, l'austerità di Piton, la goffaggine di Ron.

Inoltre, ogni volta che finivo un libro mi riguardavo il film. Tutto bene fino a "Il prigioniero di Azkaban", dopo hanno cominciato a svalvolare! Un'incongruenza dopo l'altra! Un "COUUUSAH!?!?!?" dopo l'altro!
L'apice della castroneria l'ha raggiunto "Il calice di fuoco"! Cosa che mi ha disturbata inside perché fra tutti è stato il libro che mi è piaciuto di più!
Nel film si vede subito chi evoca il Marchio Nero; non esiste Winky, l'elfa alcolizzata; Leotordo, colui che ha dato il secondo nome al mio ragazzo, mai visto!; Cruch sembra quasi simpatico, e non una merdaccia come nel libro!
MA PER DAVVERAMENTE MI AVETE ROVINATO TUTTO COSì!!?!?!?!?!

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Per quanto riguarda i personaggi, ho amato il professor Lupin, Piton, Silente, Dobby. Ma più di tutti Sirius Black. Per questo ho chiamato il mio cane Sirio.
Ci rendiamo conto di quanto mi ci sono intrippata?!?!?!?!

Ma! Ma ma ma ho letto anche "La maledizione dell'erede".

Ogni pagina che sfogliavo era un capello che mi strappavo di capo.
Ma non perché il libro facesse schifo eh! Anzi! Ma perché sapevo che la fine era vicina.
Io non lo so mica se riesco a condurre un'esistenza serena senza sapere che sul comodino c'è Hogwarts che mi aspetta?!

Ero molto scettica riguardo questo libro. In giro ne ho sempre sentito parlar male. Sicché sono partita un po' scoraggiata, pensando "Vai, ora mi rovina tutto! Me lo sento!". E invece...

"Harry Potter e la Maledizione dell'erede" è ufficialmente l'ottavo libro della saga, anche se però si tratta della sceneggiatura dello spettacolo -scritto dalla Rowling con Jack Thorne e John Tiffany- che ha esordito al Palace Theatre di Londra un paio di estati fa, se non vado errando.

E lì ero un po' titubante. L'idea della sceneggiatura teatrale mi annoiava già.
Invece mi sono ricreduta. Si è fatto divorare e non mi ha per niente annoiata!

Ritroviamo tutti i nostri vecchi e cari amici 19 anni dopo la grande battaglia contro il Signore Oscuro ad Hogwarts. Hermione è diventata Ministro della Magia e ha due bambini con Ron, che gestisce i "Tiri Vispi Weasley". Harry lavora al Ministero della Magia e ha ben tre figli con Ginny: Lily, James e Albus Severus. La fantasia proprio!
I veri e propri protagonisti della storia sono Albus Severus e Scorpius.
Il figlio di Harry e quello di Draco. Ebbene sì. Vedi te, la legge del contrappasso!
I due fanno parte della stessa Casa, Serpeverde (sì, anche Albus!), e coltivano un'amicizia quasi morbosa. Anche se i loro padri, come ovviamente ci si aspetta, non sono così yuppiayè!
La loro è un'avventura a spasso nel tempo. Letteralmente.
Infatti, con l'aiuto di una GiraTempo fregata ad Hermione, i due viaggeranno nel tempo per salvare Cedric Diggory. Ve lo ricordate? Muore - per mano di Voldemort- durante il Torneo Tremaghi.
Cercano di cambiare il corso degli eventi sabotando le prove di Cedric. Ma in quella realtà parallela nata dal loro "giocare" con il Tempo non è tutto rosa e fiori come speravano: la Umbridge è la nuova preside di Hogwarts, Cedric un Mangiamorte, Voldemort viene venerato, Scorpius è uno dei ragazzi più malvagi e temuti della scuola e Albus addirittura non esiste. Già, perché in quella realtà parallela Harry Potter è stato sconfitto da Voldemort.
Però non sono soli a combinare casini. Ad aiutarli nelle loro follie c'è Delphi, una strana ragazza dai capelli blu e argento che dice di essere la nipote del padre, ormai vecchio, di Cedric. DICE!

E qua mi fermo, perché se lo volete leggere vi spoilero troppo e dopo non mi volete più bene.

Che dire? La vecchia guardia, ormai adulta, mi ha un po' delusa. Harry l'ho trovato rincoglionito e antipatico. Ginny balocca. Ron il solito bischero fin troppo smielato e Hermione la solita sapiente. Draco, invece, mi è piaciuto molto. Sempre tenebroso e arrabbiato col mondo, ma in lui si riesce a vedere uno spiraglio di bontà, di dolcezza.
Albus e Scorpius sono adorabili. Scopius in particolare. E' di una dolcezza e di una simpatia disarmanti! Soprattutto se si pensa che è figlio di Draco.
Albus fa tenerezza. Vive con la paura di non essere abbastanza per suo padre, di averlo deluso perché è finito in Serpeverde e non in Grifondoro.
Sono belle le amicizie come la loro, davvero. Molto più uniti di quanto lo siano stati Ron, Harry ed Hermione.

Mi mancherà Hogwarts. Davvero. E' stato difficile staccarmi da quei libri.
Consiglio vivamente a tutti, se ancora non l'avete fatto, di leggervi "Harry Potter". Non importa quanti anni avete. Non c'è età per la magia!

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giovedì 23 febbraio 2017

Happy Bday Kurt

Tre giorni fa il leader dei Nirvana, Kurt Cobain, avrebbe compiuto 50 anni.
Ed è per questo che oggi sono qua a ricordarlo e, soprattutto, a proporvi questo libro.

"Il romanzo di Kurt Cobain" non è nient'altro che la storia della vita di Kurt scritta sotto forma di.. romanzo! Chi l'avrebbe mai detto, eh!?
In questo libro Marcel Feige - esperto di musica rock - ripercorre passo passo la vita del musicista fuori dagli schemi, ribelle e geniale che era Kurt Cobain.
L'infanzia tormentata, sballottato da una casa all'altra; il rapporto conflittuale con la madre; l'amore per la musica; i primi concerti con poca gente e l'adrenalina alle stelle; il suo primo amore, Tracy; la nascita dei Nirvana; l'onda del successo che lo travolge; Courtney Love e l'amore quasi malato che prova per lei; la droga; il punto di rottura; il suicidio.

Un libro che si fa divorare, ammesso che vi piaccia Kurt Cobain. Ricco di curiosità sia sul gruppo che su Kurt. Non la solita biografia un po' pallosetta. E' quasi un vero e proprio racconto.

"Forse il nome che gli venne in mente ebbe origine dal semplice desiderio di mettere una pietra
sopra il passato. Voleva essere pronto per una nuova vita. Senza dolore. Con la musica.
Né più né meno. La musica doveva essere la sua vita. Più che mai.
Quando un amico recuperò il volantino di un concerto a casa di Kurt, gli chiese informazioni.
E Kurt gli parlò della sua band. I Nirvana.
Nel buddhismo, questo nome indica il raggiungimento della perfezione.
A un giornalista Kurt avrebbe poi detto che il Nirvana è <<la pace assoluta dopo la morte>>".

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Kurt Cobain è sempre stato uno di quei personaggi che mi ha affascinato l'anima. Da sempre. Non so perché. Non so cosa possa aver fatto breccia nel mio cuore. So soltanto che documentarmi su di lui mi è sempre interessato. Mi piacciono i Nirvana. Cerco spesso documentari su di lui e sulla sua vita. Ascolto le sue canzoni.
E' uno di quei personaggi del passato con cui, se potessi, uscirei per prendere un caffè. Anche due.
Facciamo tre!

Sul mistero che gravita intorno alla sua morte, che dire? Ci sono tante versioni: chi sostiene che sia stato ucciso da qualcuno mandato da Courtney, chi attribuisce la colpa alla droga, chi alla depressione. Però dicono anche che, da quanto risultato dall'esame tossicologico, Kurt sarebbe stato troppo strafatto! E quindi sarebbe stato quasi impossibile, per lui, togliersi la vita in modo così "preciso". Anche se, sfogliando i suoi diari, si capisce bene che il suo stato mentale non era dei più stabili.
Chissà, chissà.

L'unica cosa certa è che il mondo della musica ha perso un grande personaggio e che mi piacerebbe un sacco che fosse ancora qua con noi.

Piccola chicca: sapete da cosa nasce il titolo della canzone "Smells like Teen Spirit" - che fra l'altro è la mia canzone preferita dei Nirvana -?
Kurt si frequentava con una ragazza, una certa Tobi, ed una sera dopo una festa un'amica di questa Tobi scrisse sulla parete di camera di Kurt la frase "Kurt smells like Teen Spirit".
Il Teen Spirit era il deodorante di Tobi.


mercoledì 1 febbraio 2017

La nebbia agli irti occhiali

Io tanto lo sapevo che questa faccenda dei post non a tema libri mi sarebbe sfuggita di mano!
Facciamo che va bene lo stesso e che mi vorrete bene anche se, ogni tanto, divago e parlo di cazzate?

Ho un problema. A dir la verità ne ho innumerevoli.
Da quelli di salute mentale, all'ansia e alla fame perenne, ad Excell che vuol essere pagato per svolgere i suoi servizi, alle mani fredde e via discorrendo.

Il problema in questione mi affligge ormai da mesi e, quando sembra esser sparito quello mi ritorna.
Deve essersi affezionato, lo stronzo.

LE.LENTI.DEGLI.OCCHIALI.SPORCHE.

Sempre. Costantemente. Giorno e notte. Notte e giorno.

Mi verrebbe voglia di prendere gli occhiali e saltarci su a piedi uniti!
Però, aspetta, li ho pagati parecchio!
No no, ripensaci, stolta!

Io vago giornalmente nella nebbia. Sono sicura che fare orienteering in Val Padana, ormai, mi farebbe un baffo!
Nella nebbia più nebbia del cane del nonno di Heidi!

Il pannetto è inutile.
L'alitata tattica inutile.
Lo Svelto e l'acqua inutile.
Il liquidino magico inutile.

Che poi, gli occhiali, sono delle faine!
Dopo esser stata venti minuti a smanettare col pannetto fino a farti venire il gomito del tennista, le lenti appaiono splendide splendenti. Ripieghi il suddetto e lo infili dentro l'astuccino, infili l'astuccino in borsa, inforchi gli occhiali e... pronti per giocare a mosca cieca!

Anche adesso! Con l'occhio sinistro sono in camera, seduta sul letto davanti al pc. Con il destro, invece sono, più o meno, nella bassa pianura modenese. Ciao amici di Modena!

Boh! Finirà questa morte eh! Si troverà un rimedio!

mercoledì 25 gennaio 2017

Ciao, sono il cibo. Voglio fare un gioco con te. Vivere o essere una foca? Fa' la tua scelta.

Non c'entra nulla con i libri, questo svarione.
E lo sapevo che prima o poi sarei andata fuori pista come Capitan Uncino sulla moto di Valentino al Mugello. Non che Capitan Uncino si sia dato veramente al motociclismo, però se lo facesse me lo immagino così. L'avete capita l'immagine che ho davanti, più o meno, no?

Ecco, dicevo.
Mi sono messa a dieta. Non proprio dieta dieta, che tanto non ci riesco nemmeno se vado a Lourdes e accendo una carrettata di candele. Diciamo che cerco di limitare i danni, alimentarmente (COSAH?!) parlando.
E ho notato una cosa. Ho notato il male che regna nel mondo!
Ovvero: più una persona cerca di serrare il forno che si ritrova al posto della bocca, più arrivano occasioni che ti vietano di farlo! Non c'è storia gente!
Te vuoi perdere mezzo chilo (non è vero, dico mezzo tanto per..!) ed eccole che arrivano facendo il trenino, con tanto di cappellino, trombettina e BrigitteBardotBardotBrigitteBeijouBeijou di sottofondo: le occasioni per sgarrare.
E ne arrivano tante! La cena col donzello in quel posto in cui volevi andare da tanto a mangiare il Filetto alla Wellington ma non c'era mai posto, la cena coi parenti, lo zio del donzello che vuole fare un pranzo, il pranzo all'oratorio per beneficenza, i compleanni...
Quando non te ne frega nulla di fare gare di bellezza con le foche monache il nulla.
Quando ci provi, eccole!

Ed è lì che cadi rovinosamente, anche se provi ad aprire il paracadute. Armeggi, tiri la leva ma quello non si apre e ti dice anche, ghignando "ma che davero?! Via, falla finita che tanto non ci credi nemmeno te, stolta!" e ti lascia cadere in tentazione.
Un po' ci provi: non mangi il pane, eviti i primi, poco alcool. Ti senti quasi potente.
Talmente potente che poi non ci pensi più durante tutta la cena.
 Poi, quando arrivi a casa con il bottone dei jeans pronto a schizzare via ti senti costretta, tuo malgrado,a tirare le somme di quello che hai mangiato. E ti accorgi che hai mangiato di nuovo come un maiale!
Non hai mangiato il pane, ma hai fatto un aperitivo (anche due!) prima della cena!
Via dai! Mica potevo dire di no
a cotanta magnificenza!
E poi no, aspetta! Mentre aspettavi l'antipasto hai mangiato la focaccia!
E nell'antipasto c'era un grissino!
E il Filetto alla Wellington è una bomba a mano!
E il dolce! Hai preso la CheeseCake col caramello sopra, altra arma di distruzione di massa, aspirapolvere che non sei altro!

Hai mangiato due o tre cose, nì, ma avranno avuto 4864781861781 (elevate alla seconda) calorie ciascuna!
CHE PALLE!

Arriva il lunedì e parti in tromba con un'insalata, bevendo litri d'acqua e guardando su internet quelle polveri strane che vanno tanto di moda in questi tempi. Quegli intrugli supermegaecobbbioennaturali che promettono di sgonfiarti come un'acciuga ma che, in realtà, se c'è una cosa che sicuramente ti fanno prosciugare è il conto!
Guardi e riguardi ma abbandoni subito l'idea perchè sono troppo strane! E se quella fosse polvere malvagia che ti fa trasformare in un allocco o, addirittura, annodare le budella?! Non mi son mai garbate quelle robe lì!
Oddio, non è che è un'altra scusa?!

CHE PALLE LA VITA!

lunedì 16 gennaio 2017

Prossimamente su questi schermi!

Ciao a tutti e buon anno nuovo!
Vi siete ripresi da tutti gli ingozzamenti delle feste, dai litri di alcool e dalle dormite degne di un orso in letargo?! Spero di sì!

Sono tornata giusto per..

Come gran parte di voi saprà -se mi seguite su Instagram- sono totalmente immersa nel fantastico mondo di Hogwarts e se prima Harry Potter mi piaceva, adesso ci sono totalmente in fissa!
Tant'è che affibbio soprannomi random al mio ragazzo ispirata proprio dai libri: Beccuccio, Molliccio, piccolo folletto della Cornovaglia o Karkaroff, che è quello più gettonato al momento.
Sicchè rendetevi conto! 
Ma di Harry Potter parlerò più avanti quando avrò completato l'intera saga.

Avevo voglia di farmi viva, qua sopra, e ho pensato di mostrarvi i libri che aspettano lì sulla mia scrivania di essere letti e recensiti. Anche se le mie, più che recensioni, sono semplici chiacchiere ed osservazioni.


Alcuni di essi mi sono stati regalati. Altri li ho acquistati dando fondo alle mie misere finanze.

Non sono un'amante delle trame. Mi limito a dare una letta veloce cercando di capire di cosa tratta più o meno il libro e mi fermo lì per non spoilerarmi tutto.

Sono moooolto curiosa di leggermi "I Medici", freschi freschi d'acquisto, "Maria la sanguinaria" e "Il segno della croce".

E ammetto che di "Hania - La strega muta" mi ha stregata la copertina e l'assonanza col mio nome.
Pensate in base a cosa mi scelgo i libri da leggere!

E voi ne avete letti alcuni di questi? Fatemi sapere ma non spoileratemi troppo che poi mi tocca cercarvi e tagliarvi la testa!