martedì 19 giugno 2018

Ricette insolite per cuori palpitanti

Io lo sapevo! Lo sapevo che scegliendo di leggere nuovamente un libro di Mathias Malzieu avrei fatto centro! Lo sapevo!
Le pagine de "Il bacio più breve della storia" sono impregnate di una dolcezza senza fine, un po' come "La meccanica del cuore", che lessi qualche anno fa.

E' una storia d'amore controversa. Fuori dalle regole. Diversa da tutte le altre storie d'amore che siamo abituati a sentire.


Una sera, durante una serata fuori al Théatre du Renard a Parigi, un inventore-depresso riesce ad avvicinare la ragazza misteriosa che puntava da tutta la sera. I due si baciano. Un bacio rapido. Piccino picciò e poi puf! La ragazza sparisce. Letteralmente. Diventa invisibile!
Il nostro protagonista, con il cuore ormai in subbuglio, si butta a capofitto nell'impossibile ricerca della ragazza, aiutato da un detective in pensione e dal suo pappagallo, Elvis. Pappagallo con la simpatica dote di saper registrare - oltre alle parole- anche gli orgasmi della gente!
Anche Louisa, la farmacista di fiducia del nostro inventore depresso, sostiene senza indugi la ricerca.
L'innamorato s'inventa di tutto per ritrovarla, arrivando a cucinare addirittura cioccolatini con l'essenza di quel bacio. Ma trovare una persona invisibile non è cosa da poco.
Con coraggio e perseveranza, però, ci riesce ed inizia una strana storia d'amore.
Come si fa a stare insieme a qualcuno senza riuscire a vederlo?!
Gli ostacoli che si troveranno i due davanti sono innumerevoli. Riusciranno a vincere contro tutto e tutti e ad amarsi?

E' tutto così dolce. Le storie di Malzieu sono come delle favole moderne. Pur se assurde e, a volte, nonsense ti fanno rimanere con gli occhi a cuoricino per tutto il tempo.
Amo la gente che ama. Che ama tanto e davvero. Che ama e lotta. E sono sempre meno le persone che lo fanno, purtroppo.

"Il bacio più breve della storia" è un piccolo libriccino che si fa divorare.

E ho adorato l'ultima parte, quella che racchiude i poemetti che l'inventore-depresso scriveva alla sua invisibilissima musa.
Ve ne lascio uno.

"Esistono donne il cui mistero svanisce d'un tratto
quando scoppiano a ridere.
Come se qualcuno accendesse neon da bagno
in mezzo a un bosco fiabesco.
Tu fai crescere boschi fiabeschi
in un bouquet di neon".

giovedì 7 giugno 2018

I paesini son belli perché si conoscono tutti

E' la cosa che mi è venuta in mente leggendo "Ti prendo e ti porto via" di Niccolò Ammaniti.
E, vi dirò, non ero nemmeno così fiduciosa! In passato ho letto altro del signor Ammaniti ma son sempre rimasta un po' mh.
Niente di personale Niccolò eh!
Questo libro invece mi è piaciuto un botto! Mi ha ricordato un po' "Il seggio vacante".

Sono, sostanzialmente, due storie d'amore fra due generazioni che si svolgono nello stesso momento nello stesso paesino, Ischiano Scalo.
La storia fra Pietro e Gloria, due ragazzini, e fra Graziano e Flora, due adulti.
In questo libro ogni personaggio si incastra con l'altro.
Pietro è uno dei più intelligenti della classe, cresciuto in casa di Gloria. La famiglia del piccolo cervellone è un po' allo sfacelo: la mamma soffre di depressione, che la costringe a non fare praticamente niente. Suo padre è un manesco alcolizzato. Suo fratello un sognatore costretto a badare al gregge di famiglia.
La famiglia di Gloria, invece, è una delle più agiate della città. I due si conoscono da piccoli ed instaurano un'amicizia indissolubile.
Flora è la professoressa dei due. Una giovane donna divisa fra la scuola e sua mamma, costretta a vegetale in un letto. Nonostante la sua bellezza, la prof Palmeri non ha mai trovato un uomo. L'unico che le farà scoprire l'amore è Graziano Biglia.
Graziano Biglia è il playboy del paese. Noto per le sue innumerevoli conquiste e per la sua vita da "albatro". Grazy approccia con Flora un po' per gioco un po' per disperazione (non vi dico perché, che sennò spoilero!). Ma, inaspettatamente, si ritroverà per la prima volta innamorato cotto di una donna semplice e non della solita bellona da copertina.

“Un attimo. Un maledetto attimo. Il maledetto attimo in cui lo sbruffone decide d’incamminarsi sul parapetto. Il maledetto attimo in cui lanci la pietra dal ponte. Il maledetto attimo in cui ti pieghi a raccogliere le sigarette, ti tiri su e davanti a te, oltre il parabrezza, c’è una sagoma a bocca aperta inchiodata sulle strisce bianche. Il maledetto attimo che non torna più. Il maledetto attimo capace di cambiarti la vita.”

E' difficile raccontarvi questo libro, perché non si tratta di una storia "lineare". Sono tante piccole storie, tanti personaggi che si incastrano l'uno con l'altro fino a dipingere il quadro di una piccola cittadina (a quanto pare inventata da Ammaniti) fra il Lazio e la Toscana.

La cosa che, a parer mio, hanno tutti più in meno in comune è la sfiga.
Chi ha una famiglia assente, chi una madre costretta in un letto, chi scaricato praticamente all'altare, chi malmenato da ragazzini, chi umiliato da un agente di polizia che rasenta la follia e via dicendo.
Ad ognuno di loro capita qualcosa che ti fa dire "ma dai, cazzo!".

Però sì, mi è piaciuto davvero tanto questo libro e ve lo stra consiglio!

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martedì 8 maggio 2018

➤ Io mi libro - Alessandro Pagani

Ed eccomi di nuovo qua a segnalarvi un altro libro.
Un libro davvero divertente che vi strapperà un sorriso -e molte risate- pagina dopo pagina!
Ed ecco quindi a voi "Io mi libro" di Alessandro Pagani.

INTRODUZIONE

"Io mi libro" è una raccolta di 500 frasi e dialoghi umoristici che promuovono, attraverso giochi di
parole, doppi sensi e freddure, una delle capacità umane più indispensabili per vivere meglio: saper
ridere di noi stessi.
Difficile capire quali siano i veri meccanismi che originano una freddura (parola nata in Germania nel
XVII secolo, deriv. da freddo, trad. motto spiritoso, o che tale vuole essere), ancora più complicato
riuscire ad elaborare la battuta perfetta, quella che lascia a bocca aperta per la risata o per lo stupore e
che rimane magicamente sospesa nella mente di ogni fruitore nel tempo a seguire. Offrire al mondo tali
Risultati immagini per io mi libro alessandro paganiarguzie non è cosa da tutti i giorni, o per meglio dire lo è, perché sono proprio le fatalità del nostro
quotidiano - associate ad un'intuizione improvvisa - che accendono il commento sarcastico, la battuta
frizzante, la gag inaspettata, grazie alle parole che all'occorrenza giocano a nostro favore. Sebbene
addolcire la vita con un commento amaro possa sembrare un ossimoro, il senso ultimo dell'umorismo -
in sintesi - è questo: prendere in prestito la 'scomoda' verità dagli argomenti di tutti i giorni e renderla
una feroce ma intrigante forma d'arte transitoria qual'è la comicità, quell'attività umana irriverente,
tagliente e perspicace che ci aiuta, nella vita di tutti i giorni, a dissociare il mondo reale dall'immaginario
e a capire meglio le debolezze e i pregi del nostro modo di vivere.



SINOSSI

Ogni nostra azione, atteggiamento o consuetudine si presta a diverse sfaccettature emblematiche. Nel
contesto di quest'opera, l'autore ha immaginato diverse situazioni surreali nate durante i nostri piccoli e grandi avvenimenti quotidiani nel corso del lavoro, nel tempo libero, tra le notizie di cronaca e attualità, durante le nostre abitudini più comuni, e più in generale, nel corso di ogni situazione paradossale che ognuno di noi, spesso a propria insaputa, può improvvisamente trovarsi ad affrontare. Momenti generati dal 'teatro dell'assurdo', da presunte coincidenze derivate dall'ambiguità d'una parola, dal fraintendimento d'una frase, o dalla verve 'tragicomica' ed inconsapevole dei protagonisti. E come il titolo richiama, tutto visto dall'alto con la leggerezza dello spettatore neutrale che osserva attraverso occhi distanti - ma non distaccati - i nostri difetti e le nostre qualità.
Rifacendosi a maestri dell'umorismo quali Marcello Marchesi, Achille Campanile e Giovannino Guareschi, "Io mi libro", è altresì una ginnastica per la mente ed un'esplorazione del lessico italiano in un caleidoscopio di lettere che si scambiano e si combinano come in un grattacapo enigmistico, oltre un piacevole riflettersi - dentro una prospettiva meno cupa - all'interno di un compendio ricco di significati allegorici. Un modo diverso per ridimensionare stereotipi obsoleti e stemperare l'eccessiva serietà con cui l'uomo ha vincolato la proprio esistenza, a dispetto del lato più brillante e virtuoso che ognuno di noi invece porta dentro.

"Io mi libro" è come un pacco di patatine: quando ti viene voglia apri il pacchetto, ne mangi una e poi non riesci più a smettere. Stessa cosa accade con il libro.
Si tratta di freddure mai banali, semplici ma d'impatto che ti fanno dire "ma perché non c'ho pensato anche io ad una battuta così geniale?!".
Perfetto da portarsi in spiaggia per leggere qualche frase/dialogo agli amici sotto l'ombrellone e farsi quattro risate.
Non ci si pensa mai, ma ridere nella vita è fondamentale! Io amo ridere. Amo piangere dalle risate e prendermi poco sul serio.
Alessandro ci insegna a farlo, a prendere la vita con leggerezza con il suo spiccato senso dell'umorismo genuino.
Grazie ancora di cuore, Alessandro, per avermi mandato il tuo libro! 
In bocca al lupo per tutto!

Vi lascio qualche link, qua sotto, per avere più informazioni e per poterlo acquistare.


venerdì 4 maggio 2018

Le fottute apparenze!

Tempo fa stavo per mettermi a guardare il film, poi abbandonai l'idea. Non perché la storia a primo impatto non mi intrigasse, ma perché proprio me lo scordai! E per fortuna! Perché in genere preferisco prima leggere il libro e poi guardarne il film.
Ho comprato "Wonder" di R.J. Palacio qualche giorno fa senza pensare minimamente che potesse essere quel Wonder. L'ho capito leggendo.

E' un libro per ragazzi che dovrebbero leggersi anche gli adulti.
E' la storia di Auggie, un bambino colpito da una grave deformazione facciale che si ritrova a fare i conti con il mondo. E con la cattiveria e i pregiudizi che lo popolano.
Fin da piccolo Auggie ha sempre odiato la sua faccia e ciò che essa suscitava alla gente.
Se ne va sempre in giro con un casco da astronauta per nascondersi dalle occhiate di curiosità e, purtroppo, dai bisbigli. Ma c'è una grande sfida che il piccoletto deve affrontare: la scuola. La prima media, gli anni più bastardi che ognuno di noi deve affrontare. Figuriamoci lui!
Auggie non è mai andato a scuola prima, sua mamma pensava alla sua istruzione.
In quel piccolo nuovo mondo Auggie, però, riesce a trovare anche dei buoni amici come Jack e Summer.
Combatte contro le occhiatacce e i commenti poco carini ogni giorno, a testa alta. Certo, ogni tanto cede alle lacrime e corre fra le braccia della mamma, ma chi non lo farebbe?
Questa nuova avventura è un po' come una rinascita per Auggie ma, soprattutto, una lezione per tutti coloro che lo circondano: l'aspetto esteriore non conta nulla.

"Coraggio. Gentilezza. Amicizia. Carattere. Queste sono le qualità che ci definiscono esseri umani e ci spingono, a volte, alla grandezza"

Ho pianto leggendo. Davvero. Perché è così, è veramente così che va il mondo! E ognuno di noi, almeno una volta nella vita, è stato un bastardo come quei bulli lo erano con Auggie!
Ognuno di noi ha guardato storto qualcuno un po' "diverso" da ciò che viene definito normale!
Ed è uno schifo! Gli esseri umani fanno schifo!
Bisognerebbe andare oltre ciò che i nostri occhi vedono! Smetterla di giudicare per delle robe futili che non contano niente!
E invece...

E' un libro che consiglio a tutti, grandi e piccini. E consiglio anche un bell'esame di coscienza dopo averlo letto, che fa bene a tutti. Me compresa!


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martedì 13 marzo 2018

La città-disagio

Quando sento parlare della Rowling drizzo le antennine come un cane da caccia in un bosco pieno di cinghiali (?) [apro anche una parentesi quadra per sottolineare il mio schifo nei confronti della caccia e di chi usa i cani solo a tale scopo!] ed ero curiosa di leggere "Il seggio vacante" sin dalla sua primissima uscita, ma i commenti negativi che piovevano su di esso mi avevano un po' turbata dentro.
Tempo fa lo trovai stra-scontato e decisi di portarlo a casa con me perché oh, dai, è la Rowling! Che fai, la lasci lì?!

Mentre leggevo mi chiedevo fra me e me "ora come cacchio lo riassumo sto macello sul blog?!".
E la cosa mi sta danzando tutt'ora nella testa, mentre il libro è nella mia libreria buono buono.
Vi chiedo già scusa se questa mia recensione sarà un vomito!

Il degenero ha inizio alla morte di Barry Fairbrother, stimatissimo membro -e unica persona regular della città- del Consiglio locale. Dopo la sua dipartita tutti vogliono prendere il suo posto. Da qui uno spaccato sulla vita di alcune famiglie della cittadina di Pagford, posto di una tristezza infinita.
I protagonisti del libro si intrecciano l'uno con l'altro e non ne ho trovato uno a cui volere un gran bene!
C'è Mary, la vedova Fairbrother. Inconsolabile e con tre figli a carico.
Shirley e Howard Mollison. Lei pettegola come poche al mondo e lui fiero titolare della macelleria/caffetteria del paese.
Miles e Samantha, cioè figlio dei Mollison e consorte stufa dei suoceri impiccioni e del marito.
Gavin, collega di Miles intrappolato in una storia che gli sta stretta.
Kay, compagna di Gavin con il paraocchi incorporato.
Gaia, figlia di Kay desiderosa di tornare a vivere a Londra con il padre.
Krystal, una sedicenne abbandonata a se stessa. Sua madre Terri è una drogata con schiere di assistenti sociali alle calcagna, fra cui Kay.
Andrew, figlio di Simon -un uomo violento e di una stronzaggine da Oscar- e Ruth.
Ciccio, migliore amico di Andrew. Spavaldo e bulletto deve fare i conti con la rottura di avere il padre, Colin, vicepreside della scuola. Un uomo dalle mille paranoie. Tessa, sua madre, succube di un rapporto travagliato col figlio.
Parminder, medico della città.
Sukhvinder, figlia di Parminder. Derisa costantemente dalla madre e da Ciccio.

E' un'immensa catena!
Genitori poco regular, figli folli che minano all'ascesa al Consiglio dei genitori candidati, morti random.

Io non so come parlarvene!
Certo, non aspettatevi un qualcosa alla Harry Potter! Levatevelo proprio dalla testa!

La prima metà del libro era da sparo! Non sapevo come uscirne senza buttare tutto nel fuoco! La situazione inizia a migliorare un pochino sul finale. Più azione, più coinvolgimento.
Ma prima...

Perciò mh. Io passerei oltre. Purtroppo non me la sento di consigliarlo.
Se voi l'avete letto e vi è piaciuto, provate a farmi cambiare idea!


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sabato 3 marzo 2018

Fragilità

Il 2018 parte in tromba con un libro che ho amato dalla prima all’ultima pagina, ovvero “Follia” di Patrick McGrath.
Un libro tanto affascinante quanto angosciante.

Parla di un amore malato. Ma malato nel vero senso della parola.
I due protagonisti della storia sono Stella Raphael e Edgar Stark, rispettivamente la moglie del vicedirettore di un ospedale psichiatrico e un paziente. Ebbene sì.
Edgar Stark è finito lì dentro dopo aver ucciso e mutilato la moglie Ruth al culmine di un impeto di gelosia.
Essendo ormai un paziente in semilibertà gode del privilegio di poter restaurare la vecchia serra di casa Raphael, che confina proprio con l’ospedale. Ed è proprio lì che tutto ha inizio.
Stella è così attratta da quell’uomo da arrivare quasi a giustificare l’uxoricidio da lui commesso, provando quasi pena. Quest uomo così lontano dal suo mondo, fatto di agio e lusso, stravolge giorno per giorno il baricentro della vita di Stella.
Nasce così una storia fatta di passione incontrollabile, sotterfugi. Un abile manipolatore e una donna fragile. Combo che, come sappiamo, non porta mai a niente di buono.
Infatti un giorno Edgar se ne va, riesce ad evadere. La sua amante va in crisi, ma non può darlo a vedere perché c’e Max con lei, il marito. Ed è costretta quindi a tenersi tutto dentro.
Finché un giorno riesce a rintracciare Edgar a Londra e decide di abbandonare tutto e tutti, la sua casa, suo marito e il figlio, per poter correre fra le braccia di Edgar, per evadere da quella vita che ormai le stava stretta; per trovare e crogiolarsi in quella passione che con Max non era mai riuscita a provare.
Risultati immagini per follia mcgrathNel sottotetto di Londra i due passano le giornate nascosti a bere, scherzare e a parlare d’arte in compagnia di Nick, come Edgar, un singolare artista sbandato.
Ma le cose non saranno proprio rose e fiori come Stella aveva immaginato (e sperato!); la vera natura latente di Edgar viene fuori a poco a poco, facendo uscire fuori un uomo violento, morboso, manesco. Le certezza della povera Stella si sgretoleranno piano piano fra le sue mani, portandola alla fine in un oblio da cui non farà mai più ritorno.

Ho letteralmente amato questo romanzo. Forse perché da sempre mi appassionano i romanzi psicologici, mi affascinano tutte queste “patologie”. Non avevo letto mai niente di McGrath, ma ha un modo di raccontare così affascinante da non farti “pesare” nemmeno la complessità della vicenda. Perché quando si toccano certi argomenti la pesantezza è un must. Qua invece no. Si arriva al punto di rottura gradualmente, in modo tangibile. Ci piazza davanti la realtà dei fatti senza prepotenza: la fragilità della psiche umana.
Un qualcosa di totalmente incontrollabile. È pura follia pensare di poter dominare la psiche a nostro piacimento. In questo libro riusciamo a toccare con mano quelli che sono gli agenti esterni che ne determinano il cedimento.
È semplicemente la storia di un viaggio senza ritorno.

Se avete dei titoli di libri simili, scrivetemeli sotto nei commenti!
E consigliatemi qualcos’altro di McGrath!!


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martedì 20 febbraio 2018

Filosofia+Harry Potter=♥

Quando due cose meravigliose si uniscono ne esce sempre una terza favolosa.
Vedi il caffè e il mascarpone! Insieme danno vita al tiramisù! Ed è o non è una delle meraviglie terrene?!
In "Filosofando con Harry Potter - Corpo a corpo con la morte" di Laura Anna Macor vengono fuse due delle cose che adoro di più al mondo: la filosofia ed Harry Potter.

Non posso nemmeno farvi una vera e propria recensione delle mie perché, più di un libro che racconta una storia, questo va ad analizzare vari aspetti della saga di Harry Potter, in particolar modo il ruolo della morte.
Un libro utilissimo per entrare totalmente dentro la saga letteraria (meno in quella cinematografica che, si sa, non rispecchia quasi mai del tutto ciò che viene scritto nei libri), per capire ancora di più cosa si cela dietro il rapporto instaurato fra i vari personaggi principali, entrare nel loro personale, nelle loro menti e capire che il filo conduttore che li accomuna tutti è proprio la morte.

Mi è piaciuta molto l'analisi di Voldemort, sicuramente uno dei miei personaggi preferiti. Uno spaccato sulla sua vita interessantissimo, dove si tratta l'infanzia di Tom. Un'infanzia di solitudine che lo ha sicuramente influenzato nel prendere decisioni e strade sbagliate.

Si parla del rapporto amore-morte nella vita di Piton, di quanto l'amore nei confronti di Lily perduri anche dopo la sua morte mettendo addirittura a rischio la propria vita facendo "il doppio gioco" con il Signore Oscuro per un suo riscatto morale.

La "fratellanza" fra i Doni della morte e gli Horcrux, mettendo al centro la morte; chi vuole sfidarla (Voldemort) e chi la accetta senza indugi (Harry).

Insomma, se siete appassionati di Harry Potter è un libro che vi consiglio davvero di leggere.
Un modo per andare oltre la storia e per entrare davvero dentro ai personaggi principali della saga, per guardarli con occhi diversi e, perché no, crescere moralmente un po' insieme a loro.