mercoledì 19 settembre 2018

Storie della buonanotte, del buongiorno, del buon pomeriggio e della buona vita.

Era da un po’ che non riuscivo a leggere due libri in due giorni.
Ma con “Storie della buonanotte per bambine ribelli 1/2” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli fermarmi mi risultava veramente difficile


100 esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole, che puntano sempre in alto. 100 donne straordinarie che hanno cambiato il mondo, 100 favole per sognare in grande!

«C’era una volta una bambina che sognava il principe azzurro. No! C’era una volta una bambina che sognava di volare, un’altra che amava le macchine, una che voleva diventare campionessa mondiale di tennis, un’altra che scoprì la metamorfosi delle farfalle!» - Giorgia Furlan, Left

"Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C’era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c’era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle... Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo".




Sono due libri adorabili. Due libri che ognuno di noi dovrebbe avrebbe o sfogliare. Non importa se vi sentite troppo grandi. Ogni pagina è dedicata ad una donna che ha fatto qualcosa di incredibile: ha salvato delle persone, ha scoperto qualcosa, ha lottato per i suoi diritti e per i diritti umani, ha scritto un pezzo di storia, ha ballato in città dove la danza era proibita, ha recitato quando nessuno credeva in lei e molto molto altro.
Due libri che raccontano la forza di noi donne. Il nostro riscatto.
Scritti molto semplicemente, così com’è giusto che sia, ricchi di meravigliose illustrazioni, adatti ad un pubblico di tutte le età. Un po’ come c’è scritto sulla confezione dei giocattoli: da 0 a 99 (ma si va anche oltre ai 99 eh!).
Libri che, secondo me, ogni mamma dovrebbe avere per leggerli ai loro bimbi. Che siano femmine o maschi, non importa.
Sono storie che insegnano. Insegnano a credere in noi stessi, nella nostra forza e nelle nostre potenzialità, ricordandoci che se una cosa si può fare perché noi non dovremmo farcela? 


☀☀☀☀

giovedì 6 settembre 2018

Un amore tutt’altro che zuccherato!

Senza volerlo cado sempre sulle storie d’amore. Dico così perché, ormai lo sapete, cerco di non leggere nemmeno le trame dei libri perché mi rovinano la faccenda. Giusto una sbirciatina.

Da quelle più banali a quelle più surreali e assurde che manco Castagna con “Stranamore”!
All you need is love, paparararà!

Ne “Il petalo cremisi e il bianco” il signor Michel Faber ci guida letteralmente in una Londra del 1875. Per essere precisi, in una singolare storia d’amore nata, cresciuta e morta in una Londra del 1875.

La nostra protagonista, alla quale tutti ci affezioneremo per forza di cose, è Sugar Castaway.
Sugar fa parte dei ceti più bassi che abitano Londra. Bassi bassi. È infatti una giovane prostituta di 19 anni, da sempre facente parte di questa infelice realtà.
Nell’ambiente però gode di una certa “fama”, essendo la prostituta più desiderata di tutta la città.
Sugar non si lascia abbattere da quella vita. È infatti una ragazza molto colta, intelligente, curiosa, brillante, attaccata alla vita e ai piaceri che essa può offrire.
Questo lo nota anche William Rackam, giovane erede di una grande fortuna -le Profumerie Rackam-, che scopre la ragazza su un giornaletto.
Gli incontri fra i due si fanno sempre più frequenti. Il loro rapporto evolve in quello che sembrerà essere un normalissimo rapporto, anche se non potrà mai essere alla pari.
Un ricco ereditiere ed una prostituta.
C’e da dire anche che William non è uno scapolone da milioni di sterline, ma a casa ha una figlia e soprattutto una moglie, Agnes, fisicamente e mentalmente instabile.

Fra i due nascerà una singolare storia d’amore che porterà via Sugar per sempre dai bordelli che è solita frequentare. Conoscerà la bellezza del lusso, la sicurezza delle comodità materiali di cui solo i ricchi possono godere. Scoprirà cosa vuol dire essere gelosi.
William la aiuterà nella sua scalata dai bassifondi di Londra all’alta società.
Ma anche nel 1875 le cose troppo belle riservano spesso brutte sorprese. E Sugar se ne accorgerà presto.

Risultati immagini per il petalo cremisi e il bianco"Vieni con me ora, via dalle strade ripugnanti della città, 
lontano da stanze che olezzano di paura e d’inganno, 
dai patti stretti con cinismo del bieco. 
L’amore esiste."

L’ambientazione mi stava frenando dal leggere il libro, perché generalmente le storie ambientate in quei luoghi lì mi sconvogliano tempo zero. E invece wow!
Faber ti accompagna letteralmente da un vicolo all’altro, da una classe sociale all’altra, dai caffè ai teatri, dai salotti ai bordelli, e tu sei lì!
Nelle cucine con le domestiche di casa Rackam, sempre restie nei confronti del loro padrone.
Nella camera buia di Agnes, con le sue visioni strane e le sue continue ricadute.
Nello studio di William, zeppo di carte.
Nelle stanze di Sugar, semplici e piene di libri.
Nonostante l’ambientazione è scritto in modo semplice, senza tanti fronzoli come richiederebbe il buon costume dell’epoca.
Non ti annoia e non ti stucca.
Non è una banale storia d’amore, ma il riscatto di una donna che tutti consideravano perduta.
È la rivincita delle donne!
E la conferma che i maschi sono sempre stati stronzi! Anche ne, 1875!

Sto scherzando! Non prendetevela!

Quindi quindi, amanti dell’epoca vittoriana, orsù! Beatevi delle giuoie di queste pagine e fatemi sapere cosa ne pensate!

☀☀☀☀

4/5


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mercoledì 29 agosto 2018

➤ CTRL+Z - MARGHERITA GIUSTI HAZON

Ed eccomi a parlarvi di un libro che mi ha rapito il cuore.
Si tratta di "CTRL+Z" di Margherita Giusti Hazon, una ragazza dal talento incredibile e di una dolcezza e gentilezza fuori dal mondo.

SINOSSI:
"Come sarebbe se potessimo tornare indietro e cancellare il passato? Cosa accadrebbe se   avessimo una seconda possibilità per ritrovare l’amore perduto? E se le possibilità fossero infinite?
Vienna, 1777. Parigi, 1895. Milano, 2020. In questi tre spaccati spazio-temporali, si consuma l’amore impossibile tra un ragazzo e una ragazza, uniti da qualcosa di più grande di loro. Nel corso dei secoli, la forza che li lega resta immutata, ma cambia forma ciò che li separa".
CONOSCIAMO MEGLIO L'AUTORE!
"Margherita Giusti Hazon è nata a Milano, dove vive, nel 1989. Dopo gli studi classici, si è laureata in Lettere Moderne con una tesi magistrale in materia cinematografica. Lavora alla Fondazione Cineteca Italiana, collabora con la rivista di cinema Fabrique Du Cinéma, ha scritto e diretto insieme alla regista Giovanna Volpi il cortometraggio Il Guardiano dei Poli e ha in corso alcuni progetti come sceneggiatrice. Scrive da quando è bambina, e nel 2013 ha frequentato la Bottega di Narrazione, corso di scrittura creativa tenuto dagli scrittori Giulio Mozzi e Gabriele Dadati, durante il cui corso è iniziata l'ideazione e la stesura del suo primo romanzo, CTRL + Z."

Io gente non trovo nemmeno le parole adatte per dirvi cosa ne penso.
Margherita scrive bene. Bene. Ma bene del tipo proprio bene!
Se io avessi comprato il suo libro a scatola chiusa avrei pensato che dietro ci fosse una persona "esperta del settore"! Non una ragazza alle prese con il suo primissimo libro!
Per quanto riguarda il contenuto, diciamo, del libro è tutto un grande wow!
Il tema del tempo fa da padrone nel libro di Margherita.
Il tempo che passa; il tempo che ci sfugge dalle mani; il tempo che vorremmo che ritornasse; il tempo infimo; il tempo sbagliato.
E poi ci sono tre storie che s'intrecciano nel tempo, appunto.
E non sono quelle storie d'amore trite e ritrite che ormai annoiano e basta, no.
Sono storie singolari, dolci.
Che emozionano.
Tutto il libro mi ha emozionata come non mi capitava da tanto tempo.
Era una vita che non mi commuovevo leggendo.
Ho sorriso un sacco, ho pianto e ho riso.
Ho finito di leggere e mi sono sentita felice, euforica! Volevo correre da Stefano ed abbracciarlo forte.
Ma in quel momento non c'era e quindi mi sono ritrovata a scrivere a Margherita e ad abbracciare virtualmente lei, ringraziandola per l'ennesima volta per avermi dato l'opportunità di leggere il suo libro.
Il suo meraviglioso libro.
E quindi, ringraziandola ancora una volta, vi esorto a dargli un'occhiata.
Date retta a una povera stolta come me, prendetelo!
Sono sicura che rimarrete affascinati anche voi dalla meraviglia che si nasconde in quelle pagine.
Margherita, il resto lo sai già.
Continua a scrivere, perché lo sai fare bene e riesci ad entrare nei cuori dei lettori e a dargli una bella scossa.
O, almeno, con me ci sei riuscita.

VOTO

★★★★★
5/5


mercoledì 22 agosto 2018

Un incredibile e micidiale e nero scenario.

Ringrazio davvero Edizioni e/o per aver scelto una copertina così accattivante, grazie alla quale "Ninfee nere" di Michel Bussi ha spiccato fra tutti gli altri libri negli scaffali del supermercato!


"A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L'indagine dell'ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l'artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo. L'intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un'indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso."

Affascinante è il primo aggettivo che mi viene in mente riguardo questo libro che ho amato alla follia. Quando ci sono autori francesi di mezzo, ammetto, parto un po' prevenuta. Non che ce l'abbia con i francesi eh, sia chiaro! Che nessuno si offenda. Ma la letteratura francese, sia classica che contemporanea un po' mi stucca l'animo. Posso davvero ringraziare la sgargiante copertina, che è così bellina che non potevo non averla nella mia libreria.
Il romanzo di Bussi è affascinante, non solo per la storia che scorre e galoppa libera nei campi elisi (???) ma anche per il luogo scelto. Soprattutto per il luogo scelto: Giverny, città dove dimorò e morì il pittore Claude Monet, noto in tutto il mondo soprattutto per le sue ninfee.
Con uno scenario così suggestivo la storia non può che piacere ed incuriosire.
Non essendo una grandissima appassionata d'arte mi sono ritrovata spesso a cercare e a documentarmi su vari quadri e vari avvenimenti della vita di Claude Monet. Non si finisce mai di imparare, no?

In questo libro pensieri, racconti, storie del passato, punti di vista si rincorrono, si intrecciano fino a divergere in una cosa sola. Fino a diventare tutt'uno.
I capitoli ti scorrono davanti agli occhi alla velocità della luce, divorati pagina dopo pagina per sapere cosa succede dopo. Perché non ci si fa a resistere fino a domani anche se ti si chiudono gli occhi o la testa ti scoppia! Te devi sapere! Ora!
Devi sapere come farà Fanette a dipingere nascosta agli occhi di sua madre, con il suo Paul accanto! Devi sapere se Sérénac arriverà ad una conclusione che non sia troppo scontata! Devi sapere se Stéphanie riuscirà a prendersi la vita che vuole! Devi sapere cosa vuol farci sapere la nostra vecchia acida del cuore!
Capite?!?!
L'unica cosa che mi è piaciuta un po' meno di tutta la faccenda sono i dialoghi dei bambini. Ok che ad 11 anni adesso sono molto più svegli e brillanti di me che ne ho 28, ma qua fanno discorsi troppo da premi Nobel! Ad 11 anni mi aspetto qualcosa di un po' meno! Ogni tanto tornavo indietro per cercare di capire se era veramente il dialogo fra due bambini o fra due adulti.
Ma è comunque una cosa da poco.
Il finale è booom! Geniale! Totalmente inaspettato! Ti fa rimanere a bocca aperta!
Non c'è niente di scontato in questo libro! Assolutamente niente!

Per questo il mio voto èèèèèè, rullo di tambuuuurrrrriiiiiii

☀☀☀☀☀

venerdì 10 agosto 2018

20.000 boiate sotto i mari

Ultimamente non riesco a beccare fantasy decenti!
L'unica saga che ho amato con ogni fibra del mio morbidissimo corpo è stata "Shadowhunters".
Che poi io quando vedo unicorni, fate e sirene sulle copertine vado in brodo di giuggiole e mi ritrovo fra le mani robe a caso.
Come nel caso di "Apprendista Sirena" di Pieretta Dawn.

I protagonisti sono due ragazzini, Leilah e Nat, entrambi cresciuti in una situazione disagiata.
Leilah, che non si ricorda nulla della sua infanzia, è cresciuta in un orfanotrofio.
Nat in una casa di un metro per un metro con una madre malata.
I due vengono assoldati da una certa Orah che spiegherà loro che la loro piatta vita sulla terra è -in parte- finita perché, signori e signore, sono due sirene.
Una sirena e un tritone, per la precisione.
I due giuovani iniziano quindi i loro studi per diventare ambasciatori delle sirene presso l'Accademia.
Dovranno studiare tutto non solo sulle sirene, ma anche sulle altre creature magiche che popolano la Terra: folletti, ninfe, e via dicendo.
E poi il colpaccio di scena: la figlia del Sirenimistro di Sirenilandia, Aquanetta, viene presa in ostaggio da un tritone pusher di strane erbe, Barry.
I due si ritroveranno quindi a fronteggiare Barry e i suoi scagnozzi per salvare la donzella in pericolo e riportarla sana e salva fra le braccia del padre.
Possono ringraziare il finocchio di mare!

Allora, ho appena scoperto che la scrittrice ha partorito questo libro alla tenera età di 15 anni e quindi tante cose gliele perdono perché oh! Pubblicare un libro a quell'età è da tanto di cappello!!!
Però no! Non mi è piaciuto per nulla!
Per più di metà del libro non succede nulla. Piatto. Noioso. Quasi scontato.
E quando si arriva alla faccenda movimentata questa si risolve in 10 minuti con una demenzialità assurda!
Altra cosa che non mi è piaciuta sono questi termini davvero scontati e da bambini: "Sirenilandia", il "Sireniministro" e via dicendo.
Però si tratta di un libro per un pubblico prettamente giovanissimo, quindi possiamo anche chiudere un occhio.

Si tratta del primo libro di una trilogia, comunque.
E mi fermerò qua. Se qualcuno di voi ha letto tutti e tre i libri sarò ben felice di sapere come sono andate a finire le cose in fondo al marrrrr.

☀☀☀☀☀

2/5


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sabato 21 luglio 2018

L'ultimo sorriso - Alfonso Pistilli

Ciao gentaglia!
Come procede la vostra afosissima estate? Spero tutto benissimo. E a letture come siete messi?
A tal proposito, sono qua oggi per proporvi un libro da aggiungere alla vostra libreria:
"L'ultimo sorriso" di Alfonso Pistilli.
Il libro è uscito ieri, venerdì 20 luglio, edito dalla casa editrice Policromia.

BREVE PRESENTAZIONE DEL ROMANZO

L’Ultimo sorriso nasce dall’urlo interiore contro le ingiustizie
subite da un’intera città, Bari, all’epoca dei fatti legati
all’indagine del calcioscommesse, ma se ne distacca lasciandolo
sullo sfondo di una vicenda che si intreccia attorno a un
misterioso omicidio. Alessandro si ritrova nel mezzo e sarà
costretto a tirare fuori le unghie.

CONOSCIAMO MEGLIO L'AUTORE!

Mi chiamo Alfonso Pistilli e scrivo di notte in una cameretta di un piccolo paese del profondo Sud
Italia, Canosa di Puglia.
L’“Ultimo Sorriso” è il mio primo lavoro edito e nasce quasi per caso, come per caso è nata la
passione per la lettura prima, per la scrittura poi.
Nonostante i miei quaranta (vi sento dire che non li dimostro affatto, grazie), sono da sempre una
persona che non si avrebbe difficoltà a definire “iperattiva”. Io l’ho sempre considerato un lato
positivo di me perché mi sono sempre detto che l’unico modo per combattere il tempo è viverlo.
Allora mi dedico allo sport, calcio e tennis soprattutto, ma non disdegno qualche vasca di nuoto.
Amo viaggiare per immergermi nelle culture di paesi diversi dalla nostra amata penisola. Ma la mia
iperattività non si esprime solo nelle passioni; sono eternamente incapace di rilassarmi, dunque ho
sempre bisogno di “fare” qualcosa. Ricordo che da piccolo dicevo sempre a mia madre: «Mamma,
io mi annoio.» Dopo due minuti di inattività.
La passione della lettura nasce come un’esigenza; avevo bisogno di sconfiggere l’insonnia. Perché
fissare un soffitto quando posso fissare delle lettere?
Nata per necessità si è presto trasformata in un piacere. Libri su libri, divorati come per recuperare
gli anni persi senza lettura fino a un giorno in particolare, quello in cui mio cugino Leo ha
pronunciato una frase che tuttora è rimasta salda nella mia memoria: «Se ti piace così tanto leggere,
perché non provi a scrivere?»
Io? A scrivere?
Ci risi su, poi però quelle parole non uscivano dal cervello, allora una sera lasciai il libro sul
comodino e impugnai il mio iPhone. Non c’era bisogno di pensare a cosa avrei voluto scrivere, la
storia era già dentro di me. Avrei dovuto solo dar vita ai personaggi e fargliela vivere.
Mentre scrivevo mi accorsi che molti particolari rimanevano ben fissi nella mia memoria
nonostante normalmente non ci avessi dato alcuna importanza.
Scrivere è entrare in empatia con il lettore, è scendere nel profondo di me stesso dove le sensazioni
sono primordiali, quasi istintuali ed accomunano ogni essere umano. È in quelle sensazioni che ci si
ritrova come parte del tutto.
Da quel giorno con l’iPhone ne è passato di tempo e la vita mi ha dato una chance mettendo davanti
al mio percorso una persona che non smetterò mai di ringraziare perché è stata la prima ad aver
creduto in me, il “Maestro” Ruggero. A lui devo una grande crescita nella scrittura ma soprattutto
nella curiosità di apprendere una materia ancora del tutto sconosciuta.
In seguito il mio percorso si è arricchito della creatività e infinita passione di uno scrittore, un
amico, Tommy.
Nel frattempo “L’ultimo sorriso”, subiva le modifiche che io stesso subivo, fino ad aver scritto la
parola “FINE” in un misto di felicità e tristezza. Non sapevo se esserne felice, soddisfatto o triste
per aver lasciato andar via Alessandro, Alessandra, Mamadi, Pietro, Halina.
Oggi il loro posto è stato preso da Paolo e Janet, che stanno dando vita al mio secondo lavoro, un
thriller finanziario, un intreccio tra finanza e politica ambientato nell’America della grande crisi del
2007.



"Perché scrivo? Perché amo immergermi in me stesso attraverso gli altri."

Beh, senza dubbio la forza di volontà di Alfonso è stata premiata. La sua voglia di farcela e di cimentarsi in una cosa a lui estranea lo porterà senza dubbio molto lontano.

Un po' come accade ad Alessandro, il protagonista del romanzo. Lui, che è un po' come ognuno di noi. Lui, con i suoi dubbi, le sue paure, e la voglia di trovare un posto nel mondo.
Lui che ci insegna a credere in noi ed in quello che siamo.

E' bello che il talento venga premiato.
E' un esempio per tutti coloro che hanno un talento ma hanno paura di non farcela, di non essere all'altezza. Buttatevi gente! Senza pensarci!

Vi lascio qui il link d'acquisto. E' disponibile sia in formato ebook che cartaceo, sicché ce n'è per tutti i gusti!

Date un'occhiata al libro di Alfonso e fatemi sapere cosa ne pensate. Farà piacere a me e, senza ombra di dubbio, ancora di più a lui.
In bocca al lupo Alfonso!


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martedì 19 giugno 2018

Ricette insolite per cuori palpitanti

Io lo sapevo! Lo sapevo che scegliendo di leggere nuovamente un libro di Mathias Malzieu avrei fatto centro! Lo sapevo!
Le pagine de "Il bacio più breve della storia" sono impregnate di una dolcezza senza fine, un po' come "La meccanica del cuore", che lessi qualche anno fa.

E' una storia d'amore controversa. Fuori dalle regole. Diversa da tutte le altre storie d'amore che siamo abituati a sentire.


Una sera, durante una serata fuori al Théatre du Renard a Parigi, un inventore-depresso riesce ad avvicinare la ragazza misteriosa che puntava da tutta la sera. I due si baciano. Un bacio rapido. Piccino picciò e poi puf! La ragazza sparisce. Letteralmente. Diventa invisibile!
Il nostro protagonista, con il cuore ormai in subbuglio, si butta a capofitto nell'impossibile ricerca della ragazza, aiutato da un detective in pensione e dal suo pappagallo, Elvis. Pappagallo con la simpatica dote di saper registrare - oltre alle parole- anche gli orgasmi della gente!
Anche Louisa, la farmacista di fiducia del nostro inventore depresso, sostiene senza indugi la ricerca.
L'innamorato s'inventa di tutto per ritrovarla, arrivando a cucinare addirittura cioccolatini con l'essenza di quel bacio. Ma trovare una persona invisibile non è cosa da poco.
Con coraggio e perseveranza, però, ci riesce ed inizia una strana storia d'amore.
Come si fa a stare insieme a qualcuno senza riuscire a vederlo?!
Gli ostacoli che si troveranno i due davanti sono innumerevoli. Riusciranno a vincere contro tutto e tutti e ad amarsi?

E' tutto così dolce. Le storie di Malzieu sono come delle favole moderne. Pur se assurde e, a volte, nonsense ti fanno rimanere con gli occhi a cuoricino per tutto il tempo.
Amo la gente che ama. Che ama tanto e davvero. Che ama e lotta. E sono sempre meno le persone che lo fanno, purtroppo.

"Il bacio più breve della storia" è un piccolo libriccino che si fa divorare.

E ho adorato l'ultima parte, quella che racchiude i poemetti che l'inventore-depresso scriveva alla sua invisibilissima musa.
Ve ne lascio uno.

"Esistono donne il cui mistero svanisce d'un tratto
quando scoppiano a ridere.
Come se qualcuno accendesse neon da bagno
in mezzo a un bosco fiabesco.
Tu fai crescere boschi fiabeschi
in un bouquet di neon".