mercoledì 12 aprile 2017

Liberi di compiere i nostri atti osceni

Vedevo questo libro ovunque.
E non vi sto a negare che la cosa che mi ha più attirata è la copertina, con quella sorta di "di dietro".
Un libro con una copertina così deve essere epico per forza!

Epico epico non è stato, però non mi è nemmeno dispiaciuto. E' un libro molto carino, ed è anche difficile raccontarvelo.

Racconta, in prima persona, la vita di Libero, attraverso tutte le sue fasi: "infanzia, adolescenza, giovinezza, adultità e nascita".
Ambientato tra Milano e la Francia, e ricco di espressioni e frasi in francese, il libro parla del sesso -e del rapporto che Libero ha con esso- senza pudore, senza volgarità. Niente di troppo scandaloso.
Anzi! In moltissime cose mi ci sono riconosciuta!
In ogni fase della sua vita vede il sesso in un modo differente. Cosa condivisa più o meno da noi tutti.

Il protagonista, Libero, è un ragazzo che ho trovato adorabile fin da subito,
Il suo attaccamento al padre, che vede quasi come un eroe, l'amore riscoperto per i libri e per la politica, la curiosità nei confronti del sesso, il voler scoprire i lati nascosti e i suoi intelligenti punti di vista nei confronti dell'altro sesso.
E' un bel tipetto, che conoscerete a fondo solo se leggerete il libro, cosa che vi consiglio.

"In una storia d'amore ci si appropria dell'altro e l'altro si
appropria di noi.
Le mani, gli occhi, il volto, la pelle, i sessi, e più il tempo di legame dura
e più l'identità singola si dissolve.
Diventa due".

Fra l'altro ho letto in una sua intervista che quella roba in copertina è un culo veramente! E' l'immagine di una modella fotografata negli anni '70, scattata in modo che non se ne capisse il sesso.

E, altra cosa simpatica, dietro il libro c'è un'opinione di Emmanuel Carrère (ovvero che Missiroli è uno scrittore d'eccellenza).
E di chi era il libro che ho letto precedentemente?!
Giuro che non l'ho fatto a posta!


sabato 8 aprile 2017

Avversari di noi stessi

Non fatevi ingannare dalle poche pagine! E' un libro che esplode!
Che poi la storia delle poche pagine è relativa, eh!
Per me sono poche.

"L'avversario" di Emmanuel Carrère fa parte della collana di libri che si trovano in allegato con "La Repubblica" e "La Stampa", se non vado errando.
Sono titubante al riguardo perché il bar dove ogni domenica prendo il libro della settimana mi lascia solo il libro, e a noi ci va bene così.
Alla fin fine mi interessa solo quello!

Luc e Jean Claude Romand sono amici di vecchia data. I due si sono conosciuti all'università e da lì non si sono più lasciati. La loro amicizia si consolida giorno dopo giorno e li porterà, addirittura, ad essere vicini di casa.
La vita scorre normalmente nel loro quartiere finchè una notte un incendio divampa nella casa di Jean Claude.
Una tragedia.
I due figli e la moglie di Jean Claude non ce la fanno. Jean Claude, invece, sembra che sopravviverà.
Luc, da parte sua, arriva quasi a sperare che il suo vecchio amico raggiunga la sua famiglia per evitare il dolore che lo travolgerebbe una volta svegliatosi.

Le autorità, nel frattempo, svolgono le loro indagini per capire l'origine dell'incendio.
E da qui ha inizio il vero tracollo della vita di Jean Claude.

Si scopre non solo che moglie e figli sarebbero stati uccisi prima dello scoppio dell'incendio, ma che anche i genitori del signor Romand siano stati uccisi.
Da chi? Chi avrebbe fatto una strage del genere?

Il protagonista non ce la racconta giusta. Per niente.

Le indagini proseguono e viene fuori che la vita di Jean Claude è una menzogna continua.
Niente laurea in medicina come tutti credevano (famiglia compresa). Niente lavoro come ricercatore all'OMS. Niente super stipendi. Tradimenti. Menzogne. Bugie. Contraddizioni.

Il signor Romand è un assassino che ha vissuto per anni nella menzogna senza che nessuno se ne accorgesse. Tutto studiato minuziosamente per far tornare le cose e non destare sospetti.

Dopo anni passati in carcere uno scrittore si interessa al suo caso e decide di scrivere un libro sulla sua storia.
Presiedendo al processo scoprirà cosa accadeva veramente nella mente di Romand, instaurando con lui quasi un rapporto di amicizia.

Ho adorato questo libro. Pagina dopo pagina.
Mi è piaciuto un sacco il fatto che l'autore non si sia focalizzato solo ed esclusivamente sull'orrore che ha commesso Jean Claude, ma che abbia fatto una panoramica sul perché è arrivato a questo gesto. Su cosa è accaduto prima e  sulla "reazione a catena" che ha portato - quasi costretto - il signor Romand a mentire per anni e anni a tutti senza mai essere scoperto.
Guarda le cose da un punto di vista oggettivo. Resta sempre molto obiettivo senza mai puntare il dito contro all'assassino. Anzi! Si arriva ad un punto in cui quasi si compatisce, nonostante la mostruosità che ha compiuto.

Se vi piace il genere, leggetelo!

Ps: scusate per l'abominio di recensione, ma con libri del genere il rischio di spoilerare è troppo alto. Meglio dire poche cose e vaghe. Il resto, se vi andrà, lo scoprirete da soli.


mercoledì 29 marzo 2017

Dopo di lei... sei diventato un po' tordello!

Ecco, a me questi "libri cazzata", come li chiamo io, intrippano in una maniera illegale!
E sono consapevole del fatto che siano, appunto, delle cazzate di storie immonde ma mi tengono con la faccia incollata alle pagine finché non ho un occhio che guarda Lucca e l'altro il Burundi!

Il libro in questione è "Nothing More - Dopo di lei" di Anna Todd. Mi è stato regalato per Natale dalla mia migliore amica perché si ricordava che un bel po' di tempo fa lessi il primo libro della serie "After". Quest'altra serie, infatti, è collegata a quella.
Mi fermai al primo.
Se non ricordo male perché non riuscii a trovare il secondo su ebook, una cosa tira l'altra e me lo scordai proprio!

Sono quelle storielline d'amore, un po' tragiporno, che sono tanto in voga adesso.
Il brutto è che ci schioccano litri e litri di romanticismo e sdolcinatezze varie che, nonostante siano piuttosto estranee dalla mia persona, mi incantano!
Che stregoneria è mai questa!?
Con la faccia a pesce lesso mi ritrovo sempre a sospirare, fra me e me "nooo, bellinoooo!... Ma che amore!... No! Non lo puoi trattare male! Io ti denuncio alle autorità!" e via discorrendo!

In questo libro si parla di Landon, che sarebbe il fratellastro di Hardin e il nuovo coinquilino di Tessa.
Hardin e Tessa sono i protagonisti della storia travagliata di "After", la serie precedente a questa.
Faccio un po' d'ordine che sennò in tutte queste parentele non ci si capisce più nulla.

Landon è me al maschile. Non che io sia adorabile, carina e coccolosa come lui!
Siamo uguali sotto tanti aspetti: patiti di Harry Potter, taciturni e tranquilli, più inclini a far star bene gli altri senza pensare troppo a noi stessi, amanti della solitudine e dei libri, facciamo una figura di merda dopo l'altra e spariamo la battuta giusta al momento giusto.

Questo libro non racconta una storia vera e propria, diciamo che è l'incipit della storia che, son sicura, si svilupperà nel secondo libro.

La prima parte, infatti, ci fa conoscere Landon attraverso storie di vita quotidiana.
Ci viene presentato come un ragazzo quasi perfetto con la testa sulle spalle, riservato, timido al momento giusto, gentile e premuroso, innamorato della sua famiglia, attaccatissimo alla sua coinquilina che è stata sentimentalmente ferita dal suo fratellastro stronzo.
Tormentato ancora dal ricordo della sua ex, Dakota, passa le giornate lavorando in un bar e studiando. La sua vita scorre tranquilla finché non arriva Nora, un'amica di Tessa, a turbarlo emotivamente. Infatti i due iniziano uno strano gioco di "ti salto quasi addosso quando siamo in cucina". Nonostante il ricordo della sua ex lo freni molto, Landon è attratto da Nora come una calamita. Ma la cosa si ferma sempre in tempo.
Mille dubbi, mille domande e il pessimismo cronico (ecco, anche in questo ci somigliano!) lo tormentano.
Una sera Nora lo invita ad uscire con lei e le sue coinquiline. Lui, gasatissimo inside, accetta sentendosi però in colpa.
Landon, per favore, ma che bischero sei diventato?! Ancora con questa Dakota?! Dai, quando la incroci ti caga a malapena! E ha anche il nome delle salsicce della Aia! Su!
Tutto bello figo e pronto alla serata parte alla volta del locale.
Indovinate chi è una delle coinquiline di Nora! Esatto! Dakota!
Sicché viene fuori la terza guerra mondiale! Lo sapete, no, casini che vengono fuori quando due ragazze litigano!
Landon allibito, Nora sconvolta perché Dakota non aveva mai fatto il nome di Landon e quindi non ne sapeva nulla, e Dakota sbronza marcia mega offesa fugge dal locale.
Il nostro amico deve prendere una decisione: rimanere lì con Nora o andare dietro alla sua ex?
Il tordello, ovviamente, va dietro alla sua ex. Gesto galante e premuroso o meno, sei un bischero!
La porta a casa sua per farla riprendere, spiegandole che fra lui e Nora non c'era niente. Lei tenta il colpo ma, grazie a Dio, lui non cede. Dopo urli e scenate Dakota si addormenta e la mattina, senza nemmeno ringraziare quel poveraccio, se ne va via in punta di piedi.
Nora e Landon decidono di provare a restare semplici amici senza saltarsi addosso.
Ma ce la faranno?

Ecco, io ora devo avere per forza anche gli altri libri perché sennò non ci dormo! Argh!

Questo genere qua, per quanto leggero e frivolo sia, mi intrippa sempre un sacco. Sono storie quasi al limite del reale. Ogni tanto mi ci vuole una dose di zucchero tripla.

Comunque nessun'altra serie batterà mai quella di "Uno splendido disastro"!
Ho ancora in corso, dopo anni, una cotta bestiale per Travis Maddox!

venerdì 24 marzo 2017

Ciarpame essenziale

Su questa scrivania non ci entro più.
Sapete quando avete in mente di toglierci tutto il superfluo, ma poi vi ritrovate con la stessa roba sopra rendendovi conto che l'avete solo cambiata di posto?
Il superfluo e il necessario. I due opposti. Due opposti che, quasi sempre, si fondono.
Il superfluo diventa troppo spesso necessario.

Prendi quel tubo in polistirolo che presi al volo durante una serata a ballare d'estate.
E' un tubo di polistirolo con un'interruttore. Se lo schiacci si accendono delle lucine colorate.
A che serve?  A prendere polvere e a fregarmi spazio sulla scrivania.
Ma è lì da mesi.

La tazza con dentro trecento pennelli per il trucco.
Uso quasi sempre solo l'eyeliner nero. Che ci fanno lì?
Ma sono lì da anni.

Il pupazzetto a forma di scimmia che si ciuccia il dito.
Mi prometto sempre di far pulizia di pupazzi.
Ma è lì da quando ho 7 anni.

Le bottiglie della birra messicana che collezioniamo io e Lui, con le etichette con i teschi messicani.
Rompono le palle, nemmeno si vedono perché sono nascoste dalle pile di libri che devo leggere.
Ma è il nostro piccolo rituale portarcele a casa dopo aver cenato al messicano.

Poi, in questo casino di roba, guardo le sue cose. Perché anche le sue cose mi impediscono di starmene comoda alla scrivania.
Il suo caricabatterie; il libro che gli ho fatto comprare quest'estate a Bologna, che aveva cominciato a leggere ma che ha poi abbandonato; le sue riviste sull'orto e affini, che mi fanno un sacco ridere; il suo mouse, che alla fine ha lasciato a me perché trovava impossibile usare solamente il cursore sul mio portatile.

Sono cose superflue che sono diventate ormai la mia quotidianità.
Cianfrusaglie che mi ricordano, quando le vedo, quanto sono felice.
Quanto Lui con la sua presenza costante, fisica e non, mi renda la vita migliore giorno dopo giorno.

E allora lascio tutto dov'è.

Lo spazio per nuovi ricordi lo trovo sempre.

lunedì 20 marzo 2017

E' davvero colpa di quel libro!

E' una paraculata se dico che sono mancata dal mio (e dai vostri!!!) blog per colpa di questo libro?!
Un pochino sì, vero?

Ma non partiamo con le infamie, che dopo non se ne esce più!

Ho appena finito di leggere "Tutta colpa di un libro" di Shelly King -che adesso sto usando come tappetino per il mouse- e adesso ve lo racconto brevemente perché, porca miseria, lo voglio mettere in libreria e salutarlo con la manina.

La protagonista della storia è Maggie, una trentenne appassionata alla lettura con un rapporto conflittuale con la madre. Infatti le due sono totalmente l'opposto: la genitrice (che termini oh!) è infatti una donna con la fissa per i soldi, le belle cose, la bella vita, gli abiti firmati, la bellezza e tutto il corrimi dietro. Maggie è invece una tipa sostanzialmente semplice, con uno stile di vita semplice e l'amore per la praticità e la comodità. Ecco, sotto questo aspetto un po' ci assomigliamo, io e lei.
La giovane donzella è rimasta però disoccupata da un bel po' e quindi la ritroviamo a passare le proprie giornate a leggere a scrocco libri d'amore alla Dragonfly, la piccola libreria della città che vende libri usati. Lì passa indisturbata le sue giornate in compagnia di Hugo, il proprietario della libreria e della sua casa, che considera come un padre,e Jason, il tuttofare della Dragonfly con il quale ha un rapporto di amore/odio. Più odio che amore.
Il tempo va, passano le ore (nanananananananana!) fin quando Dizzy, il migliore amico di Maggie, decide di iscriverla insieme a lui ad un club del libro supermega esclusivo di cui fanno parte tutte le signorotte altolocate e piene di lilleri della città. Nonostante lo scetticismo Maggie decide di buttarsi nell'avventura.
Il primo libro che dovranno commentare sarà nientepopòdimenocccccchè "L'amante di Lady Chatterley". Hugo le procura subito una vecchia copia del libro. Ed è grazie a quelle pagine consunte e lise che la vita della nostra giovane ragazza cambierà.
Infatti, sfogliando quelle pagine, Maggie si accorge di alcune note scritte a fianco delle pagine. Una sorta di botta e risposta fra un certo Henry ed una certa Catherine. Parole piene di passione, un corteggiamento insolito e poi la richiesta di un appuntamento.
La storia d'amore fra Catherine e Henry diventerà un trampolino di lancio per la Dragonfly, ma non solo! Da quel momento Maggie andrà a lavorare nella libreria, instaurerà un'amicizia che le donerà un'interessante motivo per svegliarsi la mattina, conoscerà qualcuno che le farà battere il cuore, si rimetterà in gioco.
Ma, come ben si sa, quanto tutto va troppo bene c'è sempre qualcosa di negativo in arrivo...


"Ma la verità è che per un amore grande abbastanza
i sacrifici non sono sacrifici. Sono necessità.
Il tragico errore è farli per le ragioni sbagliate"

E' un libro che vi consiglio? Onestamente no.
Non saprei nemmeno dirvi perché, ma non mi ha presa per niente. 
Me lo sono portato dietro per giorni e giorni.
Ok, storiellina carina. Bellina la faccenda di due sconosciuti che si corteggiano fra le pagine di un libro che vive fra gli scaffali di una piccola libreria, ma il resto?!
E' tutto banale. Scontato.
Insomma, due palle!
Chiedo scusa alla signora King, però proprio no!
Non riesco nemmeno a farci una recensione decente da tanto che mi ha fatto oibbò!

E' colpa di questo libro se non sono più passata da voi! Adesso non ho più scuse!

giovedì 9 marzo 2017

Giuro solennemente di non avere buone intenzioni!

Sono in lutto.

Il giorno è arrivato.

Per quanto lo rimandassi con tutte le forze, è arrivato.

Devo salutare Hogwarts.



Harry Potter mi è sempre piaciuto. Quando uscì il primo film io ero una bambina e tutta quella magia mi incantò. Non so perché ho aspettato così tanto tempo per leggere i libri. So soltanto che se i film sono wow i libri lo sono ancora di più!

Ma andiamo piano perché sennò ammattisco!

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Per Natale il mio ragazzo e i suoi genitori mi hanno regalato l'edizione della Salani, quella con il castello sulla costa, che viene fuori una volta accostati tutti i libri. BELLISSIMA! PAZZESCA! La volevo troppo!
E volevo troppo leggere Harry Potter!

Che non mi riguardavo i film erano anni, sicché la maggior parte delle cose sono state nuovamente una sorpresa per me. Un po' come se leggessi una storia nuova.
E i libri mi prendevano così tanto che dovevo darmi un freno per non arrivare alla fine nel giro di un mese.
Quando le cose piacciono si cerca sempre di farle durare il più possibile, no? Un po'come il gelato!

Non vi starò a raccontare di cosa parla, perché ormai penso che anche i rettiliani sappiano la storia di Harry Potter, Voldemort, Hogwarts e tutto il corrimi dietro.
Posso dire che la Rowling ha saputo catturare l'attenzione anche di un pubblico adulto, cosa secondo me non da poco visto che il libro parla delle avventure di tre ragazzini in un mondo magico.
Altro punto a favore, la ricchezza di dialoghi. Mi piace il fatto che ce ne siano tanti perché non solo ti fanno entrare di più nella storia ma ti aiutano a conoscere più nel dettaglio i personaggi: la saggezza e la bontà di Silente, la semplicità di Hagrid, l'austerità di Piton, la goffaggine di Ron.

Inoltre, ogni volta che finivo un libro mi riguardavo il film. Tutto bene fino a "Il prigioniero di Azkaban", dopo hanno cominciato a svalvolare! Un'incongruenza dopo l'altra! Un "COUUUSAH!?!?!?" dopo l'altro!
L'apice della castroneria l'ha raggiunto "Il calice di fuoco"! Cosa che mi ha disturbata inside perché fra tutti è stato il libro che mi è piaciuto di più!
Nel film si vede subito chi evoca il Marchio Nero; non esiste Winky, l'elfa alcolizzata; Leotordo, colui che ha dato il secondo nome al mio ragazzo, mai visto!; Cruch sembra quasi simpatico, e non una merdaccia come nel libro!
MA PER DAVVERAMENTE MI AVETE ROVINATO TUTTO COSì!!?!?!?!?!

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Per quanto riguarda i personaggi, ho amato il professor Lupin, Piton, Silente, Dobby. Ma più di tutti Sirius Black. Per questo ho chiamato il mio cane Sirio.
Ci rendiamo conto di quanto mi ci sono intrippata?!?!?!?!

Ma! Ma ma ma ho letto anche "La maledizione dell'erede".

Ogni pagina che sfogliavo era un capello che mi strappavo di capo.
Ma non perché il libro facesse schifo eh! Anzi! Ma perché sapevo che la fine era vicina.
Io non lo so mica se riesco a condurre un'esistenza serena senza sapere che sul comodino c'è Hogwarts che mi aspetta?!

Ero molto scettica riguardo questo libro. In giro ne ho sempre sentito parlar male. Sicché sono partita un po' scoraggiata, pensando "Vai, ora mi rovina tutto! Me lo sento!". E invece...

"Harry Potter e la Maledizione dell'erede" è ufficialmente l'ottavo libro della saga, anche se però si tratta della sceneggiatura dello spettacolo -scritto dalla Rowling con Jack Thorne e John Tiffany- che ha esordito al Palace Theatre di Londra un paio di estati fa, se non vado errando.

E lì ero un po' titubante. L'idea della sceneggiatura teatrale mi annoiava già.
Invece mi sono ricreduta. Si è fatto divorare e non mi ha per niente annoiata!

Ritroviamo tutti i nostri vecchi e cari amici 19 anni dopo la grande battaglia contro il Signore Oscuro ad Hogwarts. Hermione è diventata Ministro della Magia e ha due bambini con Ron, che gestisce i "Tiri Vispi Weasley". Harry lavora al Ministero della Magia e ha ben tre figli con Ginny: Lily, James e Albus Severus. La fantasia proprio!
I veri e propri protagonisti della storia sono Albus Severus e Scorpius.
Il figlio di Harry e quello di Draco. Ebbene sì. Vedi te, la legge del contrappasso!
I due fanno parte della stessa Casa, Serpeverde (sì, anche Albus!), e coltivano un'amicizia quasi morbosa. Anche se i loro padri, come ovviamente ci si aspetta, non sono così yuppiayè!
La loro è un'avventura a spasso nel tempo. Letteralmente.
Infatti, con l'aiuto di una GiraTempo fregata ad Hermione, i due viaggeranno nel tempo per salvare Cedric Diggory. Ve lo ricordate? Muore - per mano di Voldemort- durante il Torneo Tremaghi.
Cercano di cambiare il corso degli eventi sabotando le prove di Cedric. Ma in quella realtà parallela nata dal loro "giocare" con il Tempo non è tutto rosa e fiori come speravano: la Umbridge è la nuova preside di Hogwarts, Cedric un Mangiamorte, Voldemort viene venerato, Scorpius è uno dei ragazzi più malvagi e temuti della scuola e Albus addirittura non esiste. Già, perché in quella realtà parallela Harry Potter è stato sconfitto da Voldemort.
Però non sono soli a combinare casini. Ad aiutarli nelle loro follie c'è Delphi, una strana ragazza dai capelli blu e argento che dice di essere la nipote del padre, ormai vecchio, di Cedric. DICE!

E qua mi fermo, perché se lo volete leggere vi spoilero troppo e dopo non mi volete più bene.

Che dire? La vecchia guardia, ormai adulta, mi ha un po' delusa. Harry l'ho trovato rincoglionito e antipatico. Ginny balocca. Ron il solito bischero fin troppo smielato e Hermione la solita sapiente. Draco, invece, mi è piaciuto molto. Sempre tenebroso e arrabbiato col mondo, ma in lui si riesce a vedere uno spiraglio di bontà, di dolcezza.
Albus e Scorpius sono adorabili. Scopius in particolare. E' di una dolcezza e di una simpatia disarmanti! Soprattutto se si pensa che è figlio di Draco.
Albus fa tenerezza. Vive con la paura di non essere abbastanza per suo padre, di averlo deluso perché è finito in Serpeverde e non in Grifondoro.
Sono belle le amicizie come la loro, davvero. Molto più uniti di quanto lo siano stati Ron, Harry ed Hermione.

Mi mancherà Hogwarts. Davvero. E' stato difficile staccarmi da quei libri.
Consiglio vivamente a tutti, se ancora non l'avete fatto, di leggervi "Harry Potter". Non importa quanti anni avete. Non c'è età per la magia!

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giovedì 23 febbraio 2017

Happy Bday Kurt

Tre giorni fa il leader dei Nirvana, Kurt Cobain, avrebbe compiuto 50 anni.
Ed è per questo che oggi sono qua a ricordarlo e, soprattutto, a proporvi questo libro.

"Il romanzo di Kurt Cobain" non è nient'altro che la storia della vita di Kurt scritta sotto forma di.. romanzo! Chi l'avrebbe mai detto, eh!?
In questo libro Marcel Feige - esperto di musica rock - ripercorre passo passo la vita del musicista fuori dagli schemi, ribelle e geniale che era Kurt Cobain.
L'infanzia tormentata, sballottato da una casa all'altra; il rapporto conflittuale con la madre; l'amore per la musica; i primi concerti con poca gente e l'adrenalina alle stelle; il suo primo amore, Tracy; la nascita dei Nirvana; l'onda del successo che lo travolge; Courtney Love e l'amore quasi malato che prova per lei; la droga; il punto di rottura; il suicidio.

Un libro che si fa divorare, ammesso che vi piaccia Kurt Cobain. Ricco di curiosità sia sul gruppo che su Kurt. Non la solita biografia un po' pallosetta. E' quasi un vero e proprio racconto.

"Forse il nome che gli venne in mente ebbe origine dal semplice desiderio di mettere una pietra
sopra il passato. Voleva essere pronto per una nuova vita. Senza dolore. Con la musica.
Né più né meno. La musica doveva essere la sua vita. Più che mai.
Quando un amico recuperò il volantino di un concerto a casa di Kurt, gli chiese informazioni.
E Kurt gli parlò della sua band. I Nirvana.
Nel buddhismo, questo nome indica il raggiungimento della perfezione.
A un giornalista Kurt avrebbe poi detto che il Nirvana è <<la pace assoluta dopo la morte>>".

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Kurt Cobain è sempre stato uno di quei personaggi che mi ha affascinato l'anima. Da sempre. Non so perché. Non so cosa possa aver fatto breccia nel mio cuore. So soltanto che documentarmi su di lui mi è sempre interessato. Mi piacciono i Nirvana. Cerco spesso documentari su di lui e sulla sua vita. Ascolto le sue canzoni.
E' uno di quei personaggi del passato con cui, se potessi, uscirei per prendere un caffè. Anche due.
Facciamo tre!

Sul mistero che gravita intorno alla sua morte, che dire? Ci sono tante versioni: chi sostiene che sia stato ucciso da qualcuno mandato da Courtney, chi attribuisce la colpa alla droga, chi alla depressione. Però dicono anche che, da quanto risultato dall'esame tossicologico, Kurt sarebbe stato troppo strafatto! E quindi sarebbe stato quasi impossibile, per lui, togliersi la vita in modo così "preciso". Anche se, sfogliando i suoi diari, si capisce bene che il suo stato mentale non era dei più stabili.
Chissà, chissà.

L'unica cosa certa è che il mondo della musica ha perso un grande personaggio e che mi piacerebbe un sacco che fosse ancora qua con noi.

Piccola chicca: sapete da cosa nasce il titolo della canzone "Smells like Teen Spirit" - che fra l'altro è la mia canzone preferita dei Nirvana -?
Kurt si frequentava con una ragazza, una certa Tobi, ed una sera dopo una festa un'amica di questa Tobi scrisse sulla parete di camera di Kurt la frase "Kurt smells like Teen Spirit".
Il Teen Spirit era il deodorante di Tobi.