martedì 15 gennaio 2019

Chiamate la neurooooo!

Qualche tempo fa, durante i miei pellegrinaggi notturni su Instagram dovuti alla mia insonnia occasionale, ho scoperto che a luglio uscirà il film sul primo libro di "After" di Anna Todd.
Ora, io sono quasi sicura che tutti voi ne abbiate sentito parlare e che, una volta letto, vi abbia fatto anche un pochino vomitare.
Mmmmma, ahimè, queste saghe idiote hanno un potere soprannaturale su di me che mi portano inevitabilmente ad intripparmici come una liceale!
E quindi, per rinfrescarmi la memoria prima del film, mi son messa a rileggerla tutta.

"After" è stata la saga più venduta del 2015. Scritta da un allora ventiquattrenne Anna Todd su Wattpad.
All'inizio non si trattava altro che di una fanfiction (e qua viene davvero da ficcarsi due o tre dita in gola) sugli OneDirection (aggiungiamo un dito!), in particolar modo su Harry Styles (passiamo direttamente al braccio!).
La cosa ha spopolato e boooom! Una saga che ha fatto il pelo a molte altre e che presto approderà nei cinema.
Che poi, vorrei sapere l'attinenza che c'è fra Harry Styles e Hardin Scott, uno dei due protagonisti dei libri! Io boh!
Comunque!

"Acqua e sapone, ottimi voti e con un ragazzo perfetto che l'aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già scritto... Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s'imbatte in Hardin. E da allora niente è come prima. Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione e ogni logica, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo verso di lei, con un altro poi si tiri indietro. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani. Quello che c'è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l'inizio di un amore infinito? Che sia davvero questo l'amore?"


Questa è la trama del primo libro. Le trame degli altri 4 non ve le metto perché se poi qualcuno vuole accingersi a leggere questo marasma, ho paura di spoilerarvi troppo e, si sa, gli spoiler fanno incazzare anche gli agnellini.

Allora!
Chi mi conosce sa quanto queste storie riescano ad intripparmi e a mandarmi in pappa il cervello, nonostante siano da bimbiminkia e assurde. 
E siccome ci devo ragionare sopra, contagio anche le mie due fedelissime amiche a cimentarsi nell'impresa! E, puntualmente, anche loro si intrippano maledicendomi ed additandomi a "disturbatrice della quiete mentale". Sì, perché noi ci ragioniamo proprio sopra! Passiamo ore a questionarci immedesimandoci nei personaggi!

Che dire dei libri.
Sono scritti un po' con i piedi. Buchi nelle narrazioni, parti apparentemente mancanti.
E la storia è assurda. ASSURDA!
Ok, alla fin fine si tratta di un libro per ragazzine. Ma le ragazzine non dovrebbero leggerlo! No!
Perché ci bombarda con un sacco di messaggi sbagliati! E le giuovini donzelle si sa quanto siano facilmente influenzabili!
Lasciate queste robe a noi vecchiarelle un po' più navigate!
Lui psicotico, mezzo bipolare, possessivo, paranoico, alcolizzato e con grandi problemi di gestione della rabbia.
Lei la Madonna del Carmelo, viziata, incosciente, testarda, vendicativa ed esagerata in ogni sua reazione.
Ditemi come fanno nella vita vera, due così, ad andare d'accordo e a stare seriamente insieme!
Solo in un reparto psichiatrico, dai!
Si urlano in faccia, lui spacca tutto, lei se ne va, poi torna, poi litigano di nuovo, lui si ubriaca, lei riparte, ne fa una dietro l'altra per far dispetto a lui, lui si incazza di nuovo, lei si pente, lui si pente, poi va tutto troppo bene e quindi lei deve andare nuovamente in paranoia e quindi rilitigano e alla fiera dell'est, per due soldi un topolino mio padre comprò.
E' un circolo vizioso così! Ma chi ci resiste realmente?! Chi si vuole così male?! Via, dai!
Cosa insegna? Che certi comportamenti possono essere perdonati? Che tutta questa possessività estrema è sana?
Ok, inizialmente l'80% di voi si innamorerà di Hardin. Perché è il cattivo ragazzo, tutto piercing e tatuaggi, mega figo e mega rebel. E ci sta!
E in molte si ritroveranno in Tessa. Me compresa, perché baccella come sono per un bel po' pure io, al suo posto, con molta probabilità mi sarei fatta mettere i piedi in testa così a gratis.
Però no! NO!

Resta in ogni caso una delle saghe idiote che mi ha più intrippata, per carità. Anche se, alla fine, è "robetta". Ho riletto tutti e 5 i libri nel giro di un paio di settimane e le mie amiche mi stanno odiando perché anche loro non riescono a staccarsi dalle pagine.
Dalla sua ha che ti prende, ti coinvolge. Ti fa entrare un po' nei panni di Tessa e ti fa voler bene ad Hardin.
Ma poi ci ragioni, una volta finita la faccenda, e capisci che tutto ciò è surreale e malsano.

Ah, il finale mi ha fatto schifo.
Non vi spoilero nulla, ma il fatto che nel giro di dieci pagine si susseguono una mitragliata di eventi random a caso, mi ha turbata un sacco!

Parlando del film, Hardin sarà interpretato da Hero Fiennes-Tiffin (che a mio parere, ci sta tutto! Ed è anche un discretissimissimo ragazzaccio!), mentre Tessa da Josephine Langford (che è molto carina, ma io mi aspettavo una Tessa meno "perfetta"!).
Lo andrò a vedere? Ovvio che sì! Ormai devo vedere quanto sarà fedele al film!
E poi, così, mi rifaccio gli occhi con quel bel fustaccio!
Uniamo l'utile al dilettevole!

                         (Hardin Scott - Hero Fiennes-Tiffin)                                                (Tessa Young - Josephine Langford)
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giovedì 27 dicembre 2018

Riepilogando



Hola bellezze!
Manco da questi schermi ormai da tanto tempo. Non perché non stia più leggendo, sia chiaro!
Quella è una delle mie eterne costanti di vita. E' che tra una cosa e l'altra non sono più riuscita a trovare il tempo (e anche la voglia, lo ammetto) di piazzarmi davanti al pc e smanettare qua sopra.
Farlo controvoglia mi pare inutile, poi faccio dei pastrocchi.
Se faccio una cosa voglio farla bene, o almeno, provarci.
Ho già pronti altri post da un bel po' di tempo. Aspettano lì, buoni buoni.
Ormai li sfornerò belli caldi il prossimo anno.
Cioè fra qualche giorno.

Sono tornata per farvi tanti tanti tanterrimi auguri di buon anno!
E per ringraziarvi tutti, uno per uno, per la compagnia che mi avete fatto durante questo 2018.
Mi avete fatto scoprire un sacco di bei libri, me ne avete mandati di vostri (ad anno nuovo arriveranno anche i post sulle vostre creature, non temete!), mi avete strappato qualche risata ed invogliata a continuare questo mio "passatempo".
Spero che sia un anno al top anche per tutti voi!
Ci risentiamo nel 2019!

Nel frattempo vi linko i post di quest'anno.
'Nsi sa mai vi possano tornare utili!
Baci.

Filosofando con Harry Potter - Laura Anna Macor
Le fiabe di Beda il Bardo - J.K. Rowling
Follia - Patrick McGrath
Il seggio vacante - J.K. Rowling
Wonder - R.J. Palacio
Io mi libro - Alessandro Pagani
Ti prendo e ti porto via - Niccolò Ammaniti
Il bacio più breve della storia - Mathias Malzieu
Apprendista sirena - Pieretta Dawn
Ninfee nere - Michel Bussi
Ctrl+z - Margherita Giusti Hazon
Il petalo cremisi e il bianco - Michel Faber
Storie della buona notte per bambine ribelli - Francesca Cavallo / Elena Favilli
I Medici - Matteo Strukul
Il libro dei Baltimore - Joel Dicker
After dark - Haruki Murakami
La fine del mondo di qualcun altro - Giulio Mosca alias "Il Baffo"

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lunedì 3 dicembre 2018

Un fumetto che è davvero la fine del mondo

Disclaimer: sarà un post lungo e pieno di "lucchesismi". Quando una roba mi prende è così. Vogliatemi bene lo stesso.

Avevo circa quattro anni e mezzo quando mi avvicinai al mondo dei libri, delle parole su carta. Mi facevo comprare dai miei i "Topolino" all'edicola sotto casa ogni volta che uscivano. La sera, nel lettone, me ne stavo lì a sfogliarli guardando le figure. E mi giravano un po' le balle perché io volevo sapere che cosa dicessero quelle nuvolette che uscivano dalla bocca di Topolino o di Pippo! Perciò fracassavo i gabbasisi a mia mamma con domande a mitraglia: "Mamma, che c'è scritto qui? E questa che lettera è? E questo simbolo che vuol dire?". Volevo imparare a leggere! Dovevo!
Perciò quando iniziai ad andare a scuola e a prendere dimestichezza con tutte quelle lettere mi gasai un botto e cominciai la mia vera e propria avventura con la lettura.
Divorai tutti i "Topolino" accumulati nel tempo e ne comprai di nuovi.
Crescendo, però, abbandonai del tutto il mondo dei fumetti e passai a Dahl, alle storie de "Il battello a vapore" e ai "Piccoli brividi" (forse è colpa di Slappy se ho la fobia dei pupazzi da ventriloquo/marionette/burattini?!?!).

Ho riletto il mio primo fumetto dopo millemila anni qualche giorno fa. E di questo ritorno alle origini devo ringraziare Giulio Mosca, alias"Il Baffo".
Sì dai, lo conoscete anche voi! Anche se non lo sapete, lo conoscete per forza! Tutti sanno chi sono "gli omini blu delle vignette di Facebook"!

Una delle mie preferite!
Anche perché è la scena che si ripete ogni santa sera!

Il 4 novembre sono andata, come ogni anno, al Lucca Comics (sono di Lucca, sarei pioppa se non ci andassi!) e dopo aver imprecato perché la fila allo stand della WarnerBros era lunga come la Quaresima, perché lo stand della Funko straripava e non si riusciva a passare, perché non riuscivamo a trovare una birretta fresca, mi sono rinvenuta e "oh! Io voglio andare a prendermi il nuovo fumetto del Baffo e a farmelo anche firmare!".
E così, cartina alla mano, io e Ste siamo partiti alla volta del padiglione che ospitava Il Baffo.
Ho preso il suo ultimo libro "La fine del mondo di qualcun altro" e ci siamo messi in coda. In due ore ho discorso, e discorso e discorso con gente random fino a perdere la voce, che già ce l'ho bassa di mio; imprecato contro il mal di schiena che la vecchiaia imminente mi ha donato; guardato Ste che si leggeva il fumetto (Giulio grazie! Non legge nulla manco sotto minaccia!); bramato una sedia da campeggio pieghevole o un passeggino vuoto dove potermi rannicchiare in attesa.
Ma poi voilà! Tocca a me!
E l'attesa è stata ripagata dalla gentilezza e disponibilità di Giulio, che nonostante fosse lì da più di due ore a disegnare e chiacchierare era sempre brillante e sorridente con tutti quanti. E che figo vederlo disegnare lì, dal vivo, per me!

  
Non Daria, non Dania, bensì Tania.
Manco io lo capisco al primo colpo
il mio nome!

Ma parliamo della cosa che sicuramente interesserà di più a tutti voi.
Il fumetto.

"La Fine del Mondo di Qualcun Altro è la seconda graphic novel di Giulio Mosca.In questo romanzo grafico, al confine tra fantascienza e quotidianità, il personaggio del Baffo vive in una società alienata, che osserva le vite degli altri invece di vivere la propria. Un asteroide dai poteri sovrannaturali, paura e insicurezza di chi supera i venticinque anni e un annunciato cataclisma sono solo alcuni degli ingredienti di una storia intrigante e mai banale. Un'avventura che lascia spazio a personaggi inediti che non potranno che diventare nuovi protagonisti dell'universo dell'omino blu dai baffi rossi".

Questa graphic novel (anche se mi garba di più la parola "fumetto"), mi ha tenuto compagnia in una giornata un po' vomitevole per me. E' stata una piacevolissima distrazione.
Ho aperto il libro e mi sono lasciata cullare dal profumo di quelle pagine e dai protagonisti della storia, leggendo il tutto con la voce di Giulio.
Il nostro donzello dai baffi splendidi splendenti, attraverso i suoi disegni, ci racconta una storia che non è nient'altro che lo specchio della società odierna. La società social.
Quella che ci rende tutti schiavi di un telefono, con le teste chine e il cervello pieno delle vite degli altri.
Vite volte ad impressionare, a mostrare ogni momento della vita a sconosciuti e a compiacere chissà chi per chissà cosa.
Ma tratta anche un argomento che mi sta particolarmente a cuore: la consapevolezza del tempo che passa.
Quel maledetto orologio che non si ferma! Che c'ha le pile infinite che alla Duracell gli fanno giusto una pippa! 
E quell'ansietta che ti prende quando ti ritrovi inconsapevolmente a farti una sorta di esame di coscienza!
"Porca l'oca, ho quasi 29 anni. Ma che ho fatto di buono nella vita? Ho sprecato il mio tempo? Potevo fare di più? Mi sento vecchia. Sono arrivata? O devo sempre arrivare? Mi sembra di aver compiuto 18 anni ieri. La prima sbronza da vomito, la prima cannetta che mi faceva ragionare sull'esistenza del Coniglio pasquale, il primo bacio vomitevole, l'ansia per l'esame di stato. E invece sono quasi 29!".
Io e Giulio siamo d'età (io sono leggermente più vecchia!) e mi sono ritrovata tantissimo in quello che dice il Baffo.
Lui, che si relaziona con una diciassettenne, vede le differenze che ci sono fra "noi" e la nuova generazione, che ci vede un po' come "i nuovi vecchi".
Ma sticazzi! Ma che ne sapete voi altri, giuovani stolti (si fa per ridere eh! Nessuno se la prenda!), dei pomeriggi passati a giocare a nascondino dandosi appuntamento la mattina a scuola! Senza Facebook, Whatsapp e Instagram! Che ne sapete dello "squilletto" e della bellezza di conoscersi tramite chiacchiere, non tramite sessioni di stalking su Facebook! Avete il pacchetto pronto, giocate in vantaggio!
Un tempo, quando si usciva a mangiare una pizza, si chiacchierava! Ma sul serio! Non con la faccia piantata in un telefono!
Quanto mi state sulle balle voi che non riuscite a staccarvi dai pipi altrui anche quando siete in compagnia!
Comunque, alla fine, le lancette girano. Signori, bisogna farcene una ragione!
Magari non siamo diventati premi Nobel. Magari non siamo milionari con la villa alle Maldive. Magari non abbiamo il lavoro dei nostri sogni.
Ma alla fine siamo quello che siamo. E, forse, non siamo nemmeno così malaccio come a volte ci sembra.
Dobbiamo prendere consapevolezza del tempo che passa, che passerà. Ma non abbandoniamo del tutto la nostra giovinezza. Ci fa bene, ed è bellissima. 
Cerchiamo di fondere ciò che eravamo con ciò che siamo oggi.

Quindi, vi consiglio questa graphic novel? ASSOLUTAMENTE Sì
.
Vi posto qua sotto qualche link dove potete trovare la meraviglie che Giulio ha messo a disposizione per tutti noi.


Detto ciò, ringrazio nuovamente Giulio per esser stato sempre così disponibile e gentile. 
Prometto che nel giro di breve recupererò anche gli altri due libri e, nel caso, ti romperò le balle nuovamente dicendoti che cosa ne penso!

Io, inversione demenzialitàpiùstanchezza,
con Il Baffo.

"Esistono tre stadi nel processo di presa di coscienza. Il primo e l'ultimo sembrano identici, sovrapponibili, ma c'è una cosa che cambia: il livello di consapevolezza.
Al primo stadio sei felice perché sei completamente inconsapevole. Se non sai che i problemi esistono, i problemi non esistono. Sei "stupido" e felice.
Me lo ricordo bene, avevo quindici anni.
Al secondo stadio cominci a porti delle domande e qui sì che cominciano i problemi!
Più domande ti poni, più risposte ti dai e ogni risposta è frutto di un'esperienza e spesso l'esperienza è sofferenza.
Al terzo stadio sei felice perché sei completamente consapevole."

venerdì 9 novembre 2018

Le lancette si muovono e noi con loro.

Ho scelto di leggere questo libro che avevo scaricato già da un bel po' sul mio buon vecchio Kobo mediante un sondaggio che avevo messo su Instagram.
Le opzioni erano "After Dark" di Haruki Murakami e "Illmitz" di Susanna Tamaro.
Il popolo ha scelto "After Dark".


"Tokyo, un quartiere che inizia a vivere quando cala il buio, strade dove le insegne di bar e night club restano accese fino all'alba. Dalla mezzanotte alle sette del mattino, alcune persone sono casualmente coinvolte in una squallida vicenda di violenza. All'Alphaville, un love hotel gestito da Kaoru, un'ex campionessa di lotta libera, una giovane prostituta cinese viene picchiata da un cliente che poi fugge. In una caffetteria poco distante, Mari, una diciannovenne studentessa di cinese in cerca di solitudine, sta leggendo un libro; Takahashi, un giovane musicista jazz disinvolto e chiacchierone, vorrebbe attaccare discorso ma si scontra con la sua reticenza. Tuttavia, quando Kaoru cerca qualcuno che faccia da interprete alla prostituta ferita, Takahashi, che con il suo gruppo sta provando in uno scantinato vicino all'albergo, le suggerisce di rivolgersi alla giovane. Mari viene cosi a contatto con un ambiente a lei estraneo, ma paradossalmente riesce a comunicare con le persone che vi incontra in modo spontaneo e profondo: per la prima volta vince la riluttanza a parlare di Eri, la sorella maggiore, caduta in un letargo volontario dal quale non sembra volersi svegliare. L'immagine della bellissima ragazza che sta per essere inghiottita nel nulla attraverso lo schermo di un televisore apre un pericoloso spazio onirico nel quale rischia in ogni momento di scivolare la realtà."


Marakami?!?!?!??! WTF?!!?!?!


In ogni romanzo di Murakami c'è sempre qualcosa di onirico nell'aere! Si sente, si percepisce proprio!
C'è sempre quel qualcosina che ti mette un po' d'ansietta ingiustificata addosso! O, almeno, a me succede così!
Nonostante si legga piuttosto velocemente, il libro è carichissimo di informazioni.
Grazie alla presenza di tantissimi dialoghi conosciamo tutti i personaggi nel profondo.
Le loro dinamiche familiari, le loro peculiarità, i loro interessi e i loro rimpianti.
Certo, non è uno di quei libri pieni di colpi di scena e situazioni wow, però si fa voler bene.
Nonostante la linearità e la staticità del racconto, arriviamo infondo senza sapere come.
E' una sorta di inno alla vita, alle cose semplici, ai rapporti affettivi che spesso diamo per scontato.
E' un cambiare nel tempo, uno scoprirsi e uno scoprire.

Non è il più bel libro di Murakami che abbia letto, però not bad!






"Quali che siano le intenzioni di ognuno di noi, veniamo trascinati insieme lungo lo scorrere del tempo alla stessa velocità".

martedì 23 ottobre 2018

Le famiglie del Mulino Bianco non esistono - Parte 2

E dico "parte 2" perché intitolai più o meno così un altro mio vecchio post.
Ma è quello che mi è venuto in mente leggendo "Il libro dei Baltimore" di Joel Dicker.

"Sino al giorno della Tragedia, c'erano due famiglie Goldman. I Goldman di Baltimore e i Goldman di Montclair. Di quest'ultimo ramo fa parte Marcus Goldman, il protagonista di "La verità sul caso Harry Quebert". I Goldman di Montclair, New Jersey, sono una famiglia della classe media e abitano in un piccolo appartamento. I Goldman di Baltimore, invece, sono una famiglia ricca e vivono in una bellissima casa nel quartiere residenziale di Oak Park. A loro, alla loro prosperità, alla loro felicità, Marcus ha guardato con ammirazione sin da piccolo, quando lui e i suoi cugini, Hillel e Woody, amavano di uno stesso e intenso amore Alexandra. Otto anni dopo una misteriosa tragedia, Marcus decide di raccontare la storia della sua famiglia: torna con la memoria alla vita e al destino dei Goldman di Baltimore, alle vacanze in Florida e negli Hamptons, ai gloriosi anni di scuola. Ma c'è qualcosa, nella sua ricostruzione, che gli sfugge. Vede scorrere gli anni, scolorire la patina scintillante dei Baltimore, incrinarsi l'amicizia che sembrava eterna con Woody, Hillel e Alexandra. Fino al giorno della Tragedia. E da quel giorno Marcus è ossessionato da una domanda: cosa è veramente accaduto ai Goldman di Baltimore? Qual è il loro inconfessabile segreto?"

Riponevo grandi aspettative in questo libro. Ma grandi grandi eh!
Quando lessi "La verità sul caso Harry Quebert" decisi di donare una fettina piccina picciò del mio cuore a Dicker, perché era riuscito a farmi amare con tutta me stessa quel libro.
Anche su "Il libro dei Baltimore" ho letto pareri contrastanti.
C'è chi lo ha amato e c'è chi lo ha odiato.
Io l'ho amato.
Ancora. Dicker si fa voler bene ancora!
E' la storia di un legame fraterno, che parte da bambini e cresce e si evolve nell'adolescenza e nell'età adulta.
Un legame, forse, anche un po' troppo morboso eh!
Con quel ritmo scorrevole che -anche stavolta- caratterizza i libri del buon Joel, Marcus (il protagonista) ripercorre le tappe della propria vita passata con "la Gang dei Goldman", i due cugini, all'interno del loro nucleo familiare.
Ma quando siamo bambini, si sa, tutto è bello e arcobalenoso.
Quando si diventa adulti le cose cambiano. I rapporti mutano. Le priorità diventano altre. Le promesse fatte da piccoli tendono ad essere infrante.
Marcus scoprirà che non era tutto splendido splendente prima della "Tragedia", che nemmeno i Goldman di Baltimore erano così perfetti come lui li aveva sempre idealizzati nella sua ingenua mente di bambino, innamorato degli zii e dei cugini, crolleranno le sue certezze.
Ma, come tutti ben sappiamo, non c'è presente senza passato e per godere a pieno del presente il passato va messo dentro un cassetto e chiuderlo a chiave.

Una meraviglia!
E' così ricco di dettagli che ti sembra di conoscere i Goldman da una vita! E vorresti anche tu far parte di quella mirabolante gang! 
Un libro coinvolgente, di quelli che non smetteresti mai di leggere e che ti fa sentire un po' triste una volta arrivati alla fine.
Anche stavolta Dicker non mi delude!



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venerdì 5 ottobre 2018

Toscanacci alla riscossa!!!

Direi che la Newton Compton Editori ci ha visto lungo ha prendere il buon Strukul sotto la sua ala! La saga "I Medici", con i suoi quattro libri, mi ha tenuto compagnia per buona parte di questa estate. Ed è stata sicuramente un'ottima compagnia!

1) I MEDICI - UNA DINASTIA AL POTERE
Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de’ Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l’amore per l’arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c’è anche una donna d’infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell’arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l’inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari…

2) I MEDICI - UN UOMO AL POTERE
Firenze, 1469. Lorenzo de’ Medici sta vincendo il torneo in onore della sua sposa, Clarice Orsini, appena giunta a Firenze per le nozze con l’uomo che diventerà il Magnifico. Questo matrimonio non è un passo facile per Lorenzo: il suo cuore – ne è convinto – appartiene e sempre apparterrà a Lucrezia Donati, donna di straordinaria bellezza e fascino. Eppure asseconderà il volere della madre e rafforzerà l’alleanza con una potente famiglia romana. Chiamato a governare la città e ad accettare i costi e i compromessi della politica, diviso fra amore e potere, Lorenzo sottovaluta i formidabili avversari che stanno tramando contro di lui per strappargli la guida di Firenze. Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV, dopo aver sobillato Jacopo e Francesco dei Pazzi, storici nemici della famiglia de’ Medici, e stretto alleanza con Francesco Salviati, arcivescovo di Pisa, concepisce una congiura il cui esito per Lorenzo sarà terribile: il fratello Giuliano verrà brutalmente ucciso davanti ai suoi occhi. E da quel momento si aprirà un periodo di violenza e vendetta da cui in pochi si salveranno…

3) I MEDICI - UNA REGINA AL POTERE
Francia, 1536. Quando il delfino, Francesco di Valois, viene ucciso, la posizione di Caterina de’ Medici a corte si complica. È la prima a essere sospettata dell’assassinio. Ma Francesco I, sovrano di Francia, crede alla sua innocenza e anzi, la spinge a rafforzare la sua posizione in vista del momento in cui, al fianco di Enrico II, dovrà regnare. Caterina si sente però debole, e non solo perché il marito le preferisce l’amante, la bellissima e temibile Diana di Poitiers, ma anche perché non riesce ad avere figli. Convinta di essere vittima di una maledizione, incarica Raymond de Polignac, valoroso comandante dei picchieri del re, di trovare Nostradamus, personaggio oscuro e inviso a molti, ma noto per le sue abilità di astrologo e preveggente. Lui è l’unico che potrà aiutarla a diventare madre. Fra intrighi di corte, tradimenti, umiliazioni e soprusi, Caterina attende con tenacia, finché non darà alla luce il primo dei suoi figli. Alla morte di Francesco I, quando la guerra di religione incombe, Caterina, ormai regina, non esita a stringere alleanze pericolose, complici le profezie di Nostradamus. La violenza scatenata dai cattolici contro i riformati in seguito alla congiura di Amboise è solo l’inizio di un conflitto destinato a culminare nella tragica notte di San Bartolomeo, quando le strade della capitale s’imporporeranno del sangue degli infedeli e Caterina, reggente di Francia dopo la morte di Enrico II, perderà tutto ciò che ha amato...

4) I MEDICI - DECADENZA DI UNA FAMIGLIA
La Parigi del diciassettesimo secolo è l’essenza del vizio e della violenza. Maria de’ Medici, da poco sposa di Enrico IV di Borbone, si trova ben presto a fare i conti con le mire rapaci di Henriette d’Entragues. Con un documento scritto, Enrico stesso ha promesso alla propria favorita di prenderla in moglie, e ora quel foglio è l’arma con la quale ricattarlo. Ma non è l’unica minaccia: un’altra arriva da un gruppo di nobili che cospirano per rovesciare il trono. Avvertendo che le sorti proprie e del re sono sempre più critiche, Maria decide allora di affidarsi a Mathieu Laforge, spia e sicario abilissimo, capace di sventare più di una congiura. Ma la regina non sa ancora che il suo destino sarà segnato dalla lotta costante contro coloro che vogliono la fine del suo regno. Quando Enrico IV di Borbone muore, vittima dell’ennesimo complotto, all’orizzonte si profila, inarrestabile, l’ascesa di un astro di prima grandezza della politica francese: il cardinale di Richelieu. Sarà proprio lui, dopo la morte del re, ad acquisire un potere sempre maggiore, tradendo colei che più di chiunque altro ne aveva favorito la fortuna: Maria de’ Medici.



Non è affatto facile non annoiare raccontando la storia e le vicende di una delle più grandi famiglie italiane conosciute. Si rischia di cadere nel banale, di far appisolare la gente sopra i libri. 
Strukul ci riesce! Riesce a farti entrare fra le mura di quei palazzi, a farti combattere, a farti sentire il disagio durante un'esecuzione capitale in piazza. Ti fa sentire un po' un Medici, per quanto brutto o bello vi possa sembrare.

Nel primo libro conosciamo a fondo i due fratelli Medici, Cosimo e Lorenzo. Uno più riflessivo, l'altro impulsivo. Le loro vite verranno messe continuamente a repentaglio per mano di una donna, Laura Ricci, e per l'inimicizia di Rinaldo Degli Albizzi.
Il secondo libro si concentra sulla figura di Lorenzo il Magnifico, nipote di Cosimo. Grande amico di Da Vinci, si troverà vittima di una congiura per mano dei Pazzi, storica famiglia da sempre nemica dei Medici.
Il terzo libro ha come protagonista Caterina de' Medici, vittima di un matrimonio infelice e di infiniti tradimenti. La donna si ritroverà a stringere amicizie pericolose e ambigue, come quella con l'astrologo Nostradamus.
Il quarto e ultimo libro racconta della decadenza della famiglia Medici, rappresentata in Francia da Maria de' Medici. Una donna decisa e caparbia che verrà tradita dai suoi affetti più e più volte.

E' stato un viaggio nel tempo interessantissimo. Ricco di dettagli e di suspance.
Strukul ha senza dubbio fatto un lavoro minuzioso, ad opera d'arte.
Da sempre mi affascinano le storie di queste famiglie "maledette". E poi, essendo toscanaccia anche io, mi sono sentita un po' a casa (soprattutto quando mi citano Lucca, che pare essere scomparsa dal globo!).

Quindi sì, gente. Una romanzo storico -anzi, una saga!- che vi consiglio ardentemente!

A voi piace questo genere? L'avete già letta? Ditemi!


☀☀☀☀☀


mercoledì 19 settembre 2018

Storie della buonanotte, del buongiorno, del buon pomeriggio e della buona vita.

Era da un po’ che non riuscivo a leggere due libri in due giorni.
Ma con “Storie della buonanotte per bambine ribelli 1/2” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli fermarmi mi risultava veramente difficile


100 esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole, che puntano sempre in alto. 100 donne straordinarie che hanno cambiato il mondo, 100 favole per sognare in grande!

«C’era una volta una bambina che sognava il principe azzurro. No! C’era una volta una bambina che sognava di volare, un’altra che amava le macchine, una che voleva diventare campionessa mondiale di tennis, un’altra che scoprì la metamorfosi delle farfalle!» - Giorgia Furlan, Left

"Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C’era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c’era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle... Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo".




Sono due libri adorabili. Due libri che ognuno di noi dovrebbe avrebbe o sfogliare. Non importa se vi sentite troppo grandi. Ogni pagina è dedicata ad una donna che ha fatto qualcosa di incredibile: ha salvato delle persone, ha scoperto qualcosa, ha lottato per i suoi diritti e per i diritti umani, ha scritto un pezzo di storia, ha ballato in città dove la danza era proibita, ha recitato quando nessuno credeva in lei e molto molto altro.
Due libri che raccontano la forza di noi donne. Il nostro riscatto.
Scritti molto semplicemente, così com’è giusto che sia, ricchi di meravigliose illustrazioni, adatti ad un pubblico di tutte le età. Un po’ come c’è scritto sulla confezione dei giocattoli: da 0 a 99 (ma si va anche oltre ai 99 eh!).
Libri che, secondo me, ogni mamma dovrebbe avere per leggerli ai loro bimbi. Che siano femmine o maschi, non importa.
Sono storie che insegnano. Insegnano a credere in noi stessi, nella nostra forza e nelle nostre potenzialità, ricordandoci che se una cosa si può fare perché noi non dovremmo farcela? 


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