giovedì 7 giugno 2018

I paesini son belli perché si conoscono tutti

E' la cosa che mi è venuta in mente leggendo "Ti prendo e ti porto via" di Niccolò Ammaniti.
E, vi dirò, non ero nemmeno così fiduciosa! In passato ho letto altro del signor Ammaniti ma son sempre rimasta un po' mh.
Niente di personale Niccolò eh!
Questo libro invece mi è piaciuto un botto! Mi ha ricordato un po' "Il seggio vacante".

Sono, sostanzialmente, due storie d'amore fra due generazioni che si svolgono nello stesso momento nello stesso paesino, Ischiano Scalo.
La storia fra Pietro e Gloria, due ragazzini, e fra Graziano e Flora, due adulti.
In questo libro ogni personaggio si incastra con l'altro.
Pietro è uno dei più intelligenti della classe, cresciuto in casa di Gloria. La famiglia del piccolo cervellone è un po' allo sfacelo: la mamma soffre di depressione, che la costringe a non fare praticamente niente. Suo padre è un manesco alcolizzato. Suo fratello un sognatore costretto a badare al gregge di famiglia.
La famiglia di Gloria, invece, è una delle più agiate della città. I due si conoscono da piccoli ed instaurano un'amicizia indissolubile.
Flora è la professoressa dei due. Una giovane donna divisa fra la scuola e sua mamma, costretta a vegetale in un letto. Nonostante la sua bellezza, la prof Palmeri non ha mai trovato un uomo. L'unico che le farà scoprire l'amore è Graziano Biglia.
Graziano Biglia è il playboy del paese. Noto per le sue innumerevoli conquiste e per la sua vita da "albatro". Grazy approccia con Flora un po' per gioco un po' per disperazione (non vi dico perché, che sennò spoilero!). Ma, inaspettatamente, si ritroverà per la prima volta innamorato cotto di una donna semplice e non della solita bellona da copertina.

“Un attimo. Un maledetto attimo. Il maledetto attimo in cui lo sbruffone decide d’incamminarsi sul parapetto. Il maledetto attimo in cui lanci la pietra dal ponte. Il maledetto attimo in cui ti pieghi a raccogliere le sigarette, ti tiri su e davanti a te, oltre il parabrezza, c’è una sagoma a bocca aperta inchiodata sulle strisce bianche. Il maledetto attimo che non torna più. Il maledetto attimo capace di cambiarti la vita.”

E' difficile raccontarvi questo libro, perché non si tratta di una storia "lineare". Sono tante piccole storie, tanti personaggi che si incastrano l'uno con l'altro fino a dipingere il quadro di una piccola cittadina (a quanto pare inventata da Ammaniti) fra il Lazio e la Toscana.

La cosa che, a parer mio, hanno tutti più in meno in comune è la sfiga.
Chi ha una famiglia assente, chi una madre costretta in un letto, chi scaricato praticamente all'altare, chi malmenato da ragazzini, chi umiliato da un agente di polizia che rasenta la follia e via dicendo.
Ad ognuno di loro capita qualcosa che ti fa dire "ma dai, cazzo!".

Però sì, mi è piaciuto davvero tanto questo libro e ve lo stra consiglio!

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